INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 59
COSTUME & SOCIETÀ
STORIA D’AMORE CON IL TEATRO
L
’aspetto e l'aplomb di un autentico gentleman inglese,
una dizione perfetta e sulla scena la capacità di trasmettere
tutte le emozioni che solo il teatro ma più in generale la
recitazione possono dare. Francesco Carrassi, è originario di
Bari, dove è cominciata la sua carriera di attore sotto la direzione
del professor Corrado Veneziano, docente dell’Accademia
d’arte drammatica S.D’Amico e
di Elvira Maizzani. Poi il salto alla
scuola internazionale dell’attore
di Reggio Emilia diretta da Antonio Fava con Maestri di scena
personaggi del calibro di Giorgio
Albertazzi, Giancarlo Sepe, Eros
Pagni, Sergio Fantoni, Leo Gullotta, Piera Degli Esposti, Annette
Sachs, Yyes Lebreton, Lindsey
Kemp, Fura dels Baus.
"Ho sempre saputo - dice - che
quella dell'attore sarebbe stata la
mia professione e così è stato".
Lunghissima la serie delle performance teatrali a cominciare da
"Notizie dell'altro mondo" di
Riccardo Reim, di cui cura regia
e impianto scenico insieme allo stesso Reim. Impossibile elencare
tutte le tournée che lo vedono nel corso degli anni cimentarsi
con testi di Pirandello, Shakespeare, Sartre ma anche (in tempi
recenti) Sepulveda con la romantica, tenera storia della Gabbiella
e il Gatto.
E poi?
"E poi c'è stata anche la passione per la lirica, raccontata ovviamente - dice -. La Traviata di Giuseppe Verdi, la Madama
Butterfly di Puccini e altro".
E il cinema?
"Solo piccole parti in l''Estate di Bobby Charlton di Guglielmi,
Lora di Amoruso, Gran Magic Circus di C. Veneziani e altri...
E poi cortometraggi, doppiaggio e naturalmente TV. Ho partecipato a diverse fiction: Vivere, Ama il tuo nemico, Un posto
al sole, Incantesimo, Il Maresciallo Rocca, Il Giudice Ma-
strangelo, La Squadra, Gente di Mare, Orgoglio, Questa è la
mia Terra".
Ma la sua passione principale qual’ è?
“Resta il teatro - spiega Carrassi -, il contatto diretto con il
pubblico è adrenalina pura.
L'odore del palcoscenico e l'ingresso al momento giusto, il
ritmo della battuta e anche l'improvvisazione, tutto questo per
me è fonte di energia, vita".
Quanto è difficile oggi fare
teatro al tempo della crisi?
"Moltissimo. Ora direi che è
quasi impossibile. Ormai le Produzioni fanno al massimo una
decina di spettacoli. Non esistono più le tournée di una
volta, quella che duravano dieci
mesi, su è giù per l'Italia..."
Le mancano?
"Sì, mi manca l'idea di quella
famiglia teatrale che si veniva a
creare con i colleghi in quei lunghi periodi. Non credo che si
potrà mai tornare a quei tempi
a meno che non si cambi drasticamente indirizzo politico".
Progetti futuri?
"Sto lavorando a due spettacoli che debutteranno in Primavera.
Il primo, a Roma nello Spazio Veneziano al quartiere Coppedé:
sarò Caravaggio, mia anche la regia. Porterò alla luce il lato più
umano dell'artista. Il secondo, sempre in Primavera, debutterà
nella mia Bari nel magico contesto dell'antica chiesa del '200
della città vecchia. Lì porterò la mia Medea, protagonista
Arianna Ninchi. Sarà una Medea molto particolare, spogliata
di tutta la parte mitologica. Sarà molto contemporanea, così
come quelle donne che in Italia anche di recente, sono state le
carnefici dei propri bambini . Stavolta la storia non sarà più
vista solo dal punto di vista femminile. Entreranno in scena
anche le riflessioni profonde di un Giasone molto speciale...".
Donatella Miliani
Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 59