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COSTUME & SOCIETÀ
eccentrico, infatti, il contino di Albi,
e anche capriccioso, tanto che qualche
volta si ‘vendicava’ con i soggetti che
osavano non apprezzare il suo lavoro.
Così si vendicò con la bella Marcelle
Lender che danzava il Bolerò al Theatre des Varietes, mostrando una
schiena nuda da capogiro. Lautrec andrà ad ammirarla estasiato nel suo
spettacolo per 20 sere di seguito, ma
poi si indignerà quando lei le fece
capire di non amare i suoi ritratti. Il
suo tratto era infatti sempre, o quasi
dissacante. Come dimostrano le immagini della ‘stellina’ Ivette Guilbert,
che lui rappresentava in continuazione
con un ridicolo naso a Pinocchio. Ma
a lei, l’elegante Ivette, sempre munita
di lunghi guanti neri non piaceva essere ridotta così e non accettò che quel
nano col pennello le facesse il ritratto.
Ahimé non poteva ancora sapere l’orgogliosa Ivette che la pubblicità è l’anima del commercio e quando lui, per
vendicarsi, la abandonò al suo destino,
senza più farne l’oggetto dei suoi dipinti e manifesti, finì con il cadere velocemente nell’oblio. Perché l’artista
era sì irriverente, ma anche capace di
captare i segni della nuova epoca che
lo portarono, primo tra tutti, a modificare l’idea dell’arte, anzi a rivoluzionarla, unendo l’avanguardia al
popolare, fino a diventare l’inventore
della moderna pubblicità. Programmi,
locandine, scenografie, manifesti davano fama ai piccoli artisti. E anche
riviste letterarie, prodotti commerciali,
novità editoriali, come dimostra una
parte della mostra, usarono il suo
segno graffiante per cercare attenzione.
Così ne parla la curatrice dell’ esposizione: .
L’ironia pungente che contraddistingue il suo tratto, spesso caricaturale,
di dissolve, però, quando il suo
sguardo si ferma sulle case di tolleranza
e sulle loro miserabili abitanti, venditrici di piaceri e di sogni ad esse
negati. Lui, malaticcio e storpio da
sempre, sapeva bene cosa significava
vivere ai limiti, sentirsi esclusi dalla
società. Forse per questo volle vivere
un periodo con loro, dentro quei bordelli malfamati, senza mai dipingere
scene orgiastriche o pruriginose. Ci
mostra, invece, il backstage, la loro
stanchezza, i momenti di relax,
quando si lavavano o si spazzolavano i
capelli, oppure dormivano abbracciate
Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 57
regalandosi quelle carezze negate dallo
statuto sociale. E la serie Elles che dipinse all’interno delle ‘case chiuse’, fu
un vero fiasco: nessuno acquistò quelle
litografie così poco scandalose....
,
spiega Maria Teresa Benedetti. .
Toulouse- Lautrec se ne andò a soli
37 anni, contagiato dall’alcol e dalla
sifilide, per aver sfidato la società
‘rispettabile’ e non aver tenuto
nascosto e separato quel mondo di
ombre umane che ci ha lasciato nel
suo testamento.
La mostra ‘Toulouse -Lautre. Luci e
ombre di Montmarte’ è organizzata
da Mondomostre. Il catalogo, edito
da Skira, raccoglie per la prima vola
in lingua italiana l’opera grafica completa dell’artista.