INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 56
COSTUME & SOCIETÀ
LUCI E OMBRE DI MONTMARTRE
di Valeria Caldelli
E
ra elegante Valentin le Desossé,
dendy di professione che si esibiva al Moulin Rouge in ‘molleggiate’ contorsioni insieme alla
Goulou, sfrenata ballerina di una sorta
di Can Can, con il piedino erotico
con cui sfiorava i cilindri dei
signori in prima fila mostrando
i pizzi della sottana e anche altro. Lui, il ‘Disossato’ e lei, la
‘Golosa’, ‘stelline’ del varietà
solo lo spazio di un mattino.
Poi lui scomparirà senza lasciare
tracce appena si spensero le luci
della ribalta; lei, invece, a forza
di mangiare dolci e scolare i
bicchierini dei clienti, si ritroverà con diversi chili di troppo
e senza più sex appeal nel carrozzone di un Luna Park a ballare la danza del ventre. Eppure
entrambi sono passati alla storia, quella di Parigi e di Montmartre dei primi anni del
Novecento, grazie ad uno
strano personaggio con la barbetta, alto appena un metro e
mezzo, che girava nei locali
della capitale con il pennello in
mano. ,
spiega Maria Teresa Benedetti,
curatrice
della
mostra
‘Toulouse -Lautrec. Luci e ombre di Montmartre’, in corso a Palazzo
Blu di Pisa fino al 18 febbraio. Più di
180 opere - manifesti, disegni, incisioni, litografie e alcuni dipinti a olio
su cartone - per raccontare l’avventura
umana e artistica di uno dei giganti
dell’arte europea, lignaggio nobile e
fisico deforme, a