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INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 13 5 mica e i nuovi farmaci che si affiancano alle statine nel trattamento dell’ipercolesterolemia, il principale “killer” delle nostre coronarie, cioè gli anticorpi monoclonali anti-PSCK9, sono stati presentati e discussi. Un’intera giornata è stata dedicata a una grande conquista della cardiologia interventistica: il trattamento delle valvulopatie degenerative aortiche e mitraliche per via percutanea. In un confronto con i principali esperti mondiali si è fatto il punto di questa innovazione tecnologica e terapeutica mettendo in evidenza come oggi unanimemente possiamo considerare la sostituzione percutanea della valvola aortica una tecnica consolidata. Abbiamo presentato come un grande successo della cardiologia interventistica e accademica italiana la prima sostituzione percutanea fatta al mondo nell’uomo di una valvola mitrale. Il 18 Giugno del 2015 presso la cattedra di Cardiologia dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata è stato fatto il “first in human” di una valvola mitrale percutanea. E’ stata aperta una nuova era per il trattamento della mitrale seguendo di circa tredici anni il “first in human” fatto in Francia da Alain Cribier per la valvola aortica. Una lettura magistrale fatta dal professor Joseph Brugada sulla sindrome di “Brugada”, da lui stesso descritta e che costituisce una delle principali cause di morte improvvisa, è stata molto seguita. In occasione del Congresso non sono mancate riflessioni un po’ amare circa la discrepanza tra il fervore culturale della cardiologia con le sue potenzialità enormi nel combattere la malattie cardiovascolari e l’approccio da parte dell’Autorità sanitaria e forse ancora di più economiche che declinano tutto, anche i diritti fondamentali, con le regole dell’economia e della spending review , degna delle più conservative teorie del “mercantilismo” che metteva la centro della scena il mercato in altri secoli. Abbiamo rilanciato la campagna “one valve one life” per sensibilizzare l’opinione e le autorità sanitarie sul tema del diritto dei pazienti anziani con valvulopatie giudicate inoperabili dai cardiochirurghi per presenza di comorbilità che rendono il rischio operatorio inaccettabile, e che invece possono usufruire di una metodica, molto meno gravata di mortalità procedurale ad essere trattati e quindi avere un’opzione di vita altrimenti negata. L’Italia alcuni anni fa era tra le prime nazioni al mondo per competenza e trattamento di queste valvulopatie, oggi è scivolata al decimo posto in Europa. Nel campo della formazione con il contributo liberale di M.S.D. abbiamo assegnato 50 borse di studio da 25mila ciascuno per un anno a giovani cardiologi che ne usufruiranno nei centri italiani, ma soprattutto internazionali, per favorire lo scambio di conoscenza e per far conoscere al mondo scientifico internazionale la qualità la preparazione, la professionalità dei giovani usciti o che stanno per uscire dalla nostra Università che sono tra i più brillanti al mondo. *Direttore Cattedra e Scuola di Specializzazione in Cardiologia Università degli Studi di Roma Tor Vergata Direttore UOC di Cardiologia e Cardiologia Interventistica UTIC Policlinico Tor Vergata Presidente Società Italiana di Cardiologia Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 13