Stiamo vivendo in un periodo di profonda confusione e crisi sociale, economica e valoriale.
Fare Sindacato, oggi più che mai, significa tutelare i più deboli, difendere le persone con i loro diritti e i loro valori. In altre parole, stare dalla parte delle persone deboli, nell’interesse delle vittime di violenza, di chi subisce abusi, molestie, mobbing e stalking.
La nostra missione è il contrasto e l’eliminazione di tutte le forme di violenza nei confronti delle donne.
È una condizione indispensabile per la promozione, la protezione e il rispetto dei diritti umani, l'uguaglianza di genere, la democrazia e la crescita economica.
La violenza contro le donne, come afferma l’ONU, è un crimine contro l’umanità ed una grave violazione dei diritti umani.
Spetta a tutti noi dire no alle molestie e violenze inflitte alle donne, respingere apertamente questi atti, sostenere e proteggere le vittime.
La violenza contro le donne e le ragazze è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse e devastanti ed è presente in tutto il mondo.
Si calcola che un terzo delle donne e delle ragazze a livello mondiale subisca violenze nel corso della vita.
Questa violenza è un ostacolo alla parità di genere, al diritto all'emancipazione di donne e ragazze e allo sviluppo in generale.
I Centri di Ascolto UIL per Mobbing e Stalking contro tutte le Violenze mettono in atto azioni di contrasto specifiche per prevenire, intervenire, contrastare e combattere ogni forma di molestia e violenza (psicologica, sessuale, fisica) perpetrata in ogni luogo di vita delle persone.
Per il pieno dispiegarsi dell’attività di tutela dei diritti e di contrasto a mobbing e stalking i centri sono presenti in tutte le sedi della UIL e operano attraverso il coinvolgimento di professionisti in grado di assicurare, alle persone coinvolte, interventi qualificati, già perché gli interventi e le azioni per noi si caratterizzano per la loro alta professionalità.
La violenza basata sul genere, come definita nella Convenzione di Istanbul, è una grave violazione dei diritti umani nei confronti delle donne.
È fondata sulla disparità di potere tra uomini e donne ed è un fenomeno sociale strutturale che ha radici culturali profonde, riconducibili ad una organizzazione patriarcale della società che ancora oggi permea le pratiche e la vita di milioni di uomini e donne in Italia, nonostante l’Italia abbia condannato ogni forma di violenza basata sul genere e la violenza domestica con la ratifica nel 2013 della Convenzione di Istanbul.
In seguito, è stato previsto un Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, di cui è componente la Dott.ssa Alessandra Menelao, che ha avviato un ampio e articolato processo di dialogo partecipato finalizzato alla definizione delle linee strategiche e dei contenuti della proposta di un “Piano Strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne” per il triennio 2017-2020.
Il Piano è articolato secondo alcuni assi che sono costituiti dalle famose 4 P (Prevenzione, Protezione e Sostegno, Perseguire e Punire, Assistenza e Promozione).
La violenza contro le donne costa al nostro Paese ogni anno circa 26 miliardi di euro (Rapporto Είρε 2018).
Le politiche di contrasto devono partire proprio dalla piena attuazione della Convenzione di Istanbul anche per avere un notevole risparmio.
Il nostro Paese deve fare di più cambiando l’ottica con cui si guarda alla violenza di genere. Il punto
di vista non può essere emergenziale ma deve essere di sistema.