Notiziario della Biblioteca UIL - Numero Uno - Bimestrale - Notiziario della Biblioteca Arturo Chiari | Page 13

Al netto delle spese del personale, circa l’80 per cento della spesa impegnata nel 2018 è risultata neutrale al genere, il 19,7 per cento sensibile rispetto al genere e lo 0,3 per cento collegato a interventi volti a ridurre le disuguaglianze tra uomini e donne.

La dimensione, così pesante, della percentuale di spesa classificata come “neutrale”, suona come un campanello d’allarme: è improbabile che solo il 20 per cento della spesa sia sensibile rispetto al genere.

Più plausibile, invece, è che questi dati segnalino la necessità di dotare gli enti pubblici di personale formato e competente sull’economia di genere e sugli studi di genere per poter realizzare analisi più precise.

Tra l’altro, è la stessa relazione a sottolineare, tra gli elementi di miglioramento, il fatto che permane una difficoltà nella distinzione tra le spese neutrali e quelle sensibili al genere e il fatto che le spese sensibili sono risultate oggetto di un’interpretazione a volte difforme tra amministrazioni.

Al di là delle criticità tecniche, tuttavia, il problema più grande rimane la volontà politica nell’azione di contrasto alle disuguaglianze di genere.

Perché i dati sono, certo, fondamentali, ma per l’appunto propedeutici alla progettazione e implementazione di politiche pubbliche che migliorino la condizione femminile e la parità di genere nella nostra società.

Occorre, ora, una politica responsabile che questi dati decida, con impegno e serietà, di cambiarli.