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a poco avrebbe espanso i suoi possedimenti. Emilia, d’origine avignonese, era particolarmente affezionata a quei luoghi, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, e fu legata al figliastro da un rapporto di grandissimo affetto 7 . Dopo la morte della matrigna, Camuccini attraversò un anno di svolta sia sul piano economico-amministrativo che su quello affettivo: nel giro di pochi mesi, da aprile ad agosto 1855, vendette parte della quadreria dello zio a Lord Algernon Percy, VI Duca di Northumberland, e passò a seconde nozze con Anna Massani, dalla quale ebbe tre figli 8 . Le trattative per la vendita dei dipinti non furono prive di macchinosi stratagemmi mirati al difficile ottenimento della licenza di esportazione da parte dello Stato Pontificio e si conclusero con la vendita di settantaquattro opere al prezzo di ottantamila scudi 9 . Il cospicuo ricavato fu investito da Camuccini nel restauro di Palazzo Cesi in via della Maschera d’Oro a Roma, comprato a suo tempo dal padre, e nell’acquisto del feudo di Cantalupo in Sabina (1862), a poca distanza da Torri. Qui trasferì gran parte dei beni artistici della famiglia, compresi i paesaggi a olio, su carta o su tela, che aveva realizzato negli anni della giovinezza, frutto di quel talento precocemente messo da parte e mai più ripreso fino alla morte avvenuta a Roma all’età di ottantacinque anni. Nel corso della propria vita, Giovanni Battista Camuccini si distinse come rispettabile membro della società capitolina, fu capitano della Guardia Civica e Consigliere Provinciale di Roma 10 . Dalle testimonianze coeve e dalla corrispondenza privata si ricava l’immagine di un personaggio stimato e lodato per la grande generosità, soprattutto a Cantalupo, dove era considerato un benefattore 11 . Inoltre, fu uomo di grande erudizione e coltivò la passione per l’antiquaria e la numismatica. Il suo nome compare più volte nell’elenco dei membri della Società degli Amatori e Cultori delle Belle Arti, fondata nel 1829, dove viene definito sia «cultore», sia «artista»; quest’ultima qualifica è forse indicativa di una sua partecipazione alle esposizioni annuali organizzate dalla Società, di cui il padre era stato uno dei promotori 12 . Tra le immagini note di Giovanni Battista, quella forse più rappresentativa è il dipinto eseguito dal padre Vincenzo che lo ritrae, ancora bambino, in uno dei migliori esempi della ritrattistica camucciniana di indirizzo privato 13 . Monica D’Amicis 58 his family’s art collection there, including the landscapes in oil on paper and on canvas that he had painted in his youth, a product of that talent too soon set aside and never again revived before his death in Rome at the age of eighty-five. In the course of his lifetime, Giovanni Battista Camuccini made a name for himself as a respectable member of Roman society and held the offices of Captain of the Civic Guard and Provincial Councillor for Rome 10 . Testimonials of the time and private correspondence both tell us that he was much esteemed and praised for his immense generosity, particularly in Cantalupo where he was regarded as a benefactor 11 . He was also a man of great learning and cultivated a passion for antiquities and numismatics. His name figures on more than one occasion on the list of members of the Società degli Amatori e Cultori delle Belle Arti, founded in 1829, where he is described as both an “amatore” and an “cultore” in his own right, the latter description probably referring to his participation in the annual exhibitions organised by the Società and of which his father had been one of the promoters 12 . Perhaps the most representative of all the known portraits depicting Giovanni Battista is a picture painted by his father Vincenzo while he was still a child, one of the best examples of a Camuccini portrait for private use 13 . Monica D’Amicis