Cenni biografici
a cura di Daniele Astrologo
Questi cenni biografici si rifanno, con gli opportuni tagli, integrazioni e modifiche, al regesto bio-
grafico curato da Elena Pontiggia e riportato nel catalogo Anselmo Bucci 1887-1955, Silvana Edi-
toriale, Cinisello Balsamo (Milano), 2003.
Anselmo Bucci nasce a Fossombrone, paese marchigiano in provincia di Pesaro, il 23 maggio.
I suoi genitori sono Achille, ispettore scolastico, e Sestilia Chiaravelli. È il secondogenito di
cinque figli: il fratello maggiore Giovanni è scrittore e latinista, l’amata sorella Emilia, meglio
conosciuta col nome la Bigia, ed infine conta su altre due sorelle, Anna e Maria. 1912 Soggiorna in Sardegna, nel Sud della Francia e in Algeria, luoghi in cui dipinge paesaggi,
scene di costume e ritratti.
1914 Soggiorno in Algeria in occasione della mostra dedicata ai pittori orientalisti ad Algeri.
Allo scoppio della Grande Guerra rientra in Italia a Monza.
1888 Si trasferisce con la famiglia a Cittadella (Padova). 1915 1892 Soggiorna a Este dove frequenta le scuole elementari. 1900 Realizza la Madonna del Sasso, il suo primo quadro. 1902 È a Venezia dove frequenta il Liceo Foscarini. 1904 Si trasferisce a Monza. 1905 Frequenta per un anno l’Accademia di Brera (Milano) dove sono attivi i corsi di Giuseppe
Mentessi, Cesare Tallone e Achille Cattaneo. Tra i compagni di studio si annoverano i nomi
di Romolo Romani, Aroldo Bonzagni, Carlo Carrà, Ugo Valeri, Carlo Erba, Bresciani da
Gazoldo, Camona e Leonardo Dudreville col quale stringe una profonda e lunga amicizia.
In questo periodo ha anche modo di frequentare il gruppo monzese del “Coenobium”,
composto da artisti e letterati tra i quali Eugenio Bajoni, Mario Buggelli, Guido Caprotti,
Leonardo Dudreville, Carmelo Fantauzzo, Guido Guarnieri e i fratelli Volonteri. Quest’anno si registrano i primi riconoscimenti avvenuti attraverso l’allestimento di mostre
personali: a Monza con Eugenio Bajoni presso l’Ex Società Impiegati dove espone cin-
quantatre oli e una serie di incisioni, a Milano alla Famiglia Artistica espone trentacinque
opere. Si arruola come volontario nel Battaglione lombardo Volontari Ciclisti e Automo-
bilisti di cui fa parte la compagine futurista: Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boc-
cioni, Achille Funi, Luigi Russolo, Antonio Sant’Elia, Luigi Piatti. Durante gli anni della
guerra si cimenta nell’arte del disegno grazie alla quale riporta la vita in trincea.
1917 1906 Assieme al filosofo Buggelli, al pittore Dudreville e a Colao si trasferisce a Parigi dove risie-
derà fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Il soggiorno parigino sarà interrotto da
brevi viaggi in Algeria, in Bretagna, in Olanda, in Sardegna, e da sopralluoghi fatti in Italia.
Nella metropoli francese conosce Libero Andreotti, Raoul Dufy, Gino Severini, Amedeo
Modigliani, Pablo Picasso, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon, Lorenzo Viani senza ignorare
quel gruppo di artisti spagnoli composto da Vazquez Diaz, Paco Durrio e Ignacio Zuloaga. Mostra personale a Genova al Palazzo San Giorgio dove espone oli, carte, incisioni per un
numero complessivo di duecentoquarantasei opere, tutte dedicate al tema della guerra. Il
ricavato delle vendite è destinato all’acquisto di indumenti di lana per i soldati. Sulla stessa
linea è incentrata la mostra personale intitolata “Arte di guerra” alla Galleria Pesaro di Mi-
lano con la presentazione di Gerardo Bianchi. Il lavoro teso a registrare i fatti sul campo di
battaglia e nelle retrovie lo porta ad un cambiamento stilistico: i soldati anonimi assumono
un aspetto monumentale mentre il segno è fermo e robusto.
1918 A termine del conflitto trascorre un breve periodo a Parigi. Pubblica con D’Alignan una
raccolta di cinquanta acqueforti intitolata Croquis du front italien e con Alfieri e Lacroix
cinquanta tavole (litografie a colori) ispirate all’avanzata sul Piave dal titolo Marina a terra.
1919 Breve soggiorno a Roma dove dipinge I funerali di un anarchico, Pantheon e il Ritratto di
Oppo. A Milano frequenta il salotto di Margherita Sarfatti. Pubblica con Alfieri e Lacroix
Finis Austriae che consiste in una serie di dodici incisioni dedicate al crollo dell’impero.
1920 Espone alla XII Biennale di Venezia l’opera In volo che a detta dello stesso artista rappre-
senta la svolta verso uno stile più classico, un segno più ponderato.
1921 Partecipa alla I Biennale Romana dove espone il Ritratto del pittore Oppo. Nel corso del-
l’anno realizza quadri importanti quali Gli amanti sorpresi, Maternità e Odeon. Dà inizio
alla lunga elaborazione de I pittori (1921-1924), un vero e proprio testamento poetico.
1922 Espone alla Fiorentina Primaverile a Firenze e alla XIII Biennale di Venezia. Partecipa alle riu-
1887
1908
Esegue la prima serie di incisioni intitolata Petit Paris qui bouge. Queste tavole intendono
ritrarre “il volto moderno” della metropoli francese, con i suoi boulevard attraversati dal
traffico giornaliero, le sue piazze affollate di persone.
1909 Esegue la serie di incisioni intitolata Paris qui bouge che verrà data alle stampe l’anno suc-
cessivo per le edizioni Devambez.
1911 Fa parte del “Groupe Libre” col quale espone presso la galleria Devambez la serie di inci-
sioni (cinquanta puntesecche) raccolte sotto il titolo Paris qui bouge.
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