My first Publication BUCCI | Page 50

A CCIAIO Acciaio è il titolo di un celebre film del regista tedesco Walter Ruttmann girato nelle fonderie di Terni (settembre-novembre 1932) e a Roma negli studi Cines (novembre-dicembre 1932) 1 . Si tratta di un film di finzione, il suo primo e unico film di finzione, con attori selezionati tra gli stessi operai. Ruttmann ha debuttato in campo artistico come pittore non figurativo ed è stato attento alle problema- tiche linguistiche poste dalle avanguardie 2 . Il suo cinema, in linea col proprio re- taggio culturale, si caratterizza per l’attenzione posta sul ritmo di soluzioni formali astratte che danzano e mutano in accordo con motivi musicali. Le asso- nanze visivo-sonore sono senza dubbio un aspetto fondamentale della sua ricerca espressiva. Anche Acciaio riduce all’essenziale la trama, non si lascia irretire dagli snodi del melodramma, e si concentra sulle riprese fatte in acciaieria tra i movi- menti degli operai al lavoro e le macchine, gli stantuffi, gli ingranaggi, le fiamme dell’altoforno. Non sorprende quindi che lo stesso Bucci non si soffermi sul con- flitto d’amore insorto tra i due contendenti (Mario e Pietro), bensì si concentri sulle scene girate in acciaieria perché esse costituiscono il vero cuore pulsante del film. Le dinamiche formali generate dai macchinari e dagli operai sono una fonte inesauribile di soluzioni espressive, quelle valide per ispirare i vari manifesti, le affiches 3 . Si ignora se dietro a questo lavoro ci sia un committente o un incarico ufficiale. Resta il fatto che Bucci si cimenta in queste prove diversi giorni prima del lancio pubblicitario 4 . Con tutta probabilità deve essere entrato in contatto con qualche responsabile di settore che lo ha invitato a realizzare qualche idea per un manifesto 5 . È anche difficile stabilire se Bucci ha assistito alla riprese girate nelle fonderie di Terni o a Roma negli studi Cines, certa resta la visione in ante- prima del film 6 o di alcuni spezzoni che hanno ispirato queste pagine dedicate ad Acciaio. Il foglio incentrato su questo tema è marcato da un’accesa espressività cromatica, articolata secondo tinte contrastanti e soluzioni formali essenziali: il rosso fuoco col nero pece, la sagoma degli operai sullo sfondo mosso dalle fiamme. Per procedere con ordine, l’opera intitolata Acciaio Acciaio (cat. n. 39 recto), ha tutto il sapore del manifesto. La scritta così iterata e combinata ha l’effetto della eco. È collocata nelle estremità verticali della pagina per non interferire nella let- tura della scena centrale. Il ripetersi delle vocali e delle consonanti non favorisce solo un gioco di assonanze-consonanze ma porta anche a delle comunioni grafiche come nel caso della vocale «I» in alto. In oltre si ravvisa la presenza di un ordine Fotogrammi tratti dal film Acciaio, 1933 48