My first Publication BUCCI | Página 47

VII. E.U.R. il Palazzo della Civiltà Italiana, soprannominato anche il Colosseo Quadrato rea- lizzato tra il 1938 e il 1943. A questa architettura dedica due opere simili nel taglio dell’inquadratura e nella concezione (cat. n. 37, n. 38). L’unica differenza si ha nel contesto, poiché in Palazzo della Civiltà l’edificio è visto sul podio con le ri- spettive gradinate. Ad interessare chi scrive è comprendere quale idea si era fatto Bucci di questa costruzione, è conoscere il suo punto di vista. Il palazzo si presenta come un corpo prospettico compatto, un parallelepipedo ordinato secondo canoni razionali che distribuiscono gli archi secondo ascisse e ordinate: sei file orizzontali di nove archi ciascuna. Un solido tetragono così perfetto e puro da simpatizzare con l’architettura metafisica che in quanto tale non fa parte della realtà fenome- nica, non si lascia corrompere dagli agenti atmosferici, anche grazie alla copertura esterna in travertino. Questa architettura, da poco uscita dalle pagine dell’utopia, ha tutto il fascino di un enigma matematico che diletta il pensiero più che lo sguardo. L’assenza di colori, la rinuncia al chiaroscuro ne sono la prova, senza scordare la numerologia presente negli archi che secondo alcuni si rifà alle lettere che compongono Benito (6) Mussolini (9). Il tour ideale si chiude in questo modo, ad un passo dall’iperuranio ma con i piedi a terra o per dirla con le stesse parole di Bucci: L’ultima tappa di questo percorso tra immaginazione e realtà si consuma poco fuori la città di Roma, sul terreno dell’utopia. Il tour ideale ne ha la facoltà perché oltre a racchiudere in un “giro” più anni di viaggio, può attraversare il campo smaterializzato del pensiero racchiuso in uno scritto o in un progetto. Ed è proprio quest’ultimo ad interessare Bucci quando si appresta a raffigurare l’Arco imperiale (cat. n. 36) ideato da Adalberto Libera per l’E 42, l’Esposizione Universale di Roma prevista per il 1942. Monumento mai eretto a causa delle diffi- coltà tecniche di realizza- zione e dell’approssimarsi del conflitto mondiale che ha portato all’inter- ruzione dell’intero pro- getto. Bucci interpreta al meglio l’idea di gran- dezza espressa da Libera: l’arco abbraccia tutto l’orizzonte puntellato da diciotto celebri località romane, da San Pietro a Tivoli. Non sono le indi- cazioni date al turista di passaggio, esse hanno solo valore topografico per suggerire la statura del progetto. Una volta uscito dalla capiente sfera ideale, Bucci si concentra su uno degli edifici più emblematici del nuovo Eur: veduta d’insieme, 1938 quartiere in costruzione: 1 «I viaggi sono / il paradiso del cervello / l’inferno dei piedi » 1 . Frase scritta nell’album romano del ’38, a pagina 44, in basso a destra. 45