22. Dal bar di via Nazionale, 20 agosto 1938
tecnica mista matita, acquarello
cm. 32 x 24,5
Già il titolo, scritto in basso a destra, mette il punto sulla veduta. La preposi-
zione articolata «dal» fatta seguire dall’indicazione di un locale e di una via,
precisa in modo inequivocabile il punto di vista da cui è stata colta la scena.
Non a caso questa veduta segna con precisione la presenza degli edifici. Il co-
lore, steso in modo tenue, ha la funzione di conferire un peso e una specifica
identità ai diversi volumi. A destra, su tinte azzurro-perlacee, si riconosce la
Chiesa di Santa Caterina, alla sua sinistra e più avanzata è Villa Aldobrandi, in
colore mattone. Ancora a sinistra, su tinte verdastre, è la vegetazione che in
parte interessa il giardino pensile della Villa e in parte tocca Largo Magnanapoli
bagnato da un azzurro molto simile a quello della chiesa. La veduta, nonostante
la strada in salita, mantiene in equilibrio l’assetto compositivo, bilanciando il
peso delle architetture con i volumi svettanti della vegetazione. A quest’ultima
Bucci presta molta attenzione perché deve essere informato sull’importanza
delle numerose specie di palme raccolte nel giardino: un esemplare di Corija
proveniente dall’Australia, riconoscibile per la sua sorprendente altezza, Palme
da dattero e Palme delle Canarie. Bucci, attento osservatore della natura, ha
già in passato dato prova del suo interesse per il regno animale e vegetale, sintesi
raggiunta in modo emblematico nel felice incontro con l’opera di Rudyard Ki-
pling, Il primo libro della giungla (1925) o in elaborate opere pittoriche quale
è l’Uscita dall’Arca (1924-26).
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