Metato 69 bozza 20 agosto | Page 41

Dialogando Gli animali da compagnia di Miro Mati I bambini devono relazionare con la vita e gli elementi dell’ambiente. Gli uomini e le donne, sempre più soli, hanno bisogno di appoggiare gli affetti in intese scambievoli. Ma la compagnia diventa giusta solo se i caratteri dominanti incontrano i favori concilianti della docilità. Così unioni possibili ma difficili, colmi di fragilità, fra l’uomo e la donna che, per tante ragioni sono un’ideale di compagnia ma, quando cessano le pulsioni ormonali o avanzano cambi di direzione, cessa la compagnia; tutto si estingue, spesso nell’assurdità di feroci controversie. È la libidine, spontanea, aspra e cruda come la fame, a generare o far degenerare la compagnia; a meno ché non si attivino convergenze intellettuali, come la considerazione o la lusinga di patti eccellenti. Fasi sempre difficili da aggregare per la difficoltà nel trovare le buone ragioni che accomunano. Gli animali sono i più accreditati alla compagnia dell’uomo. Sono giocattoli vivi, sensibili ai valori del cibo e delle carezze; sono capaci di manifestare sincerità interpretabili a senso per benefici che leniscono le paturnie del compagno benefattore. Ecco che cani, gatti, conigli, furetti, cavalli, asini, caprette, uccelli, pesci, tartarughe e serpenti, entrano nelle nostre famiglie, amati come figli, coccolati fino alla dipendenza: mai più capaci di vivere in autonomia. Il rapporto invaghito d’amore  li ha svuotati delle risorse naturali, per un pieno di umanizzazione. Una droga che li renderà schiavi per la vita. Un privilegio avvincente finché dura una compagnia vigilata dalle regole dell’umanità. Nel diminuire delle intese, si riduce ogni valore sentimentale e, per molti animali, resta invidiabile la sorte dei parenti destinati all’alimentazione. Ecco come tanti, cani, gatti, furetti e serpenti, abbandonati dall’amore, stentano e soffrono incapaci di relazionarsi con la natura: finiscono male, nell’indigenza e nella fame, succubi dell’ingenuità acquisita negli agi d’amore e di ammaestramenti, difficili da dimenticare. Per loro la libertà non sarà mai un privilegio. La parabola animalista intenerisce il cuore. Diuna… “Primavera di prato”, rinascente, libero, sostenuto dal clima propizio alla fertilità dell’erba. Un mare d’erba s’inerpica sulle brulle masse di terra smossa attorno al Nuovo Ospedale. L’orgoglio dell’erba parte dal Centro Sperimentale per il Vivaismo. Ma l’entusiasmo esplode nelle periferie della Città. La vigilanza sembra accordare le rivendicazioni: i tagliaerba fermi. Intanto il fruscio croccante dell’erba matura, sberleffa la falce, la spada di Brancaleone, e calici di latte a bonificare il cielo delle farfalle, dall’insostenibile aggressione di nuvole di polline fecondo di sputi e di starnuti. Erba alta foraggio assicurato. Tanti di noi mangiano l’erba. Vacche, vitelli, cavalli, asini, pecore e capre, caprioli, lepri e conigli mangiano l’erba. sporsi alla compagnia, volersi bene, ma senza pretendere, deformare, plagiare, senza la pretesa di ridurre i collegamenti che ogni essere vivente deve mantenere con gli istinti  e il temperamento. Possa sembrare, o meno, un biasimevole residuo di inciviltà dobbiamo sempre rispetto all’individualità. Solo al cane e alle galline, così manipolati dall’uomo, è concesso di vivere la dipendenza cortigiana: la loro libertà è impensabile! Sarebbero subito assassini o cibo per le da volpi. Loro vivono d’amore e scambievole utilità, per sempre. Soprattutto le galline che, dopo tante uova, possiamo estinguerle digerirete. L’amore è lucifero; come la droga conduce dritti all’inconsapevole dipendenza e offende la mente. L’intelligenza salva l’uomo, l’istinto gli animali: e non resta che mangiare o essere mangiati! Quanti di noi hanno subito la violenza dell’amore, l’educazione esasperata dall’amore che dà dipendenza. Senza i soprusi d’amore si attiva l’autosufficienza. Procurarsi il cibo, il lavoro, sopperire alle necessità incombenti, vogliono l’istinto attivo. Non sarà la casella sociale di pertinenza, a concedere la vita che fa esistere. Tanti, rapaci, approfittano delle debolezze umane per predare e riempirsi di grasso patologico che li distruggerà ancora prima e peggio delle loro stesse vittime. Può far ridere il riferimento ma la fonte di informazione che rileva meglio le vittime dell’amore è “Striscia La Notizia”. Offre difese agli umani e induce rispetto agli animali, succubi, plagiati, drogati d’amore, ingenui come i polli trattati bene per essere pronti al tiro del collo. Sono pensieri semplici che affiorano mangiando polpette croccanti di carne insaporita con gli aromi d’oriente. E patate fritte con tanta salvia e ramerino. Altri, carnivori, non mangiano l’erba. Per loro l’insalata è un contorno e le rape vanno insaporite di salsiccia. Fagioli, ceci, lampascioni e germogli di bambù si rivelano invece ottimi per una biomassa da energia alternativa. Chissà che in futuro non si rivelino di utilità domestica. In bagno “la presina” biologica per mandare il fon, il rasoio elettrico, lo spazzolino da denti. In cucina per scaldare il caffè col metano fresco. Nello spirito dell’autarchia, sarà il Biometano che …ti dà una mano. Ma sarà sempre l’erba a ingrassare il vitello, rinfrancare la capra, energizzare la lepre, anche incendiare e purificare. Tante cose si aspe GF??F??( ?W&&????fVF????F????66????&?&??????R7F??R66??6?FW&FR????WFF?( "C???( ?W&&6??V?R :?6V?&R?;??F?( ?W&&6?( bW&&???FV??( ?W&&6?Rf&R?( ?V?6????6??F??wV???6?R6?FF?6R??( ?W&&6?R?66R?7&W66R???>( ???766??GFF?66??FW&R??7V???6?R6????F?V?&??6V??6?6??V??6??V??( ?V?f6?FV??( ?W&&&?FR7fV?F????VF?FV??6?GL:R?V??RW&?fW&?R?v?&F????7??6??V?????4R?5R?f??GWGF? :?W'f6?F??( ?W&&??G&V???V?f?v??Vvv???7V??( ?W&&??V??( ?&VFV?6??F?f?????6??G&7F? :?W6?F?FR?fW7GV6?R???v???fV?6V?fF?6R6&F????&v?v?F?6???66W6????76????