I consigli del contadino
“Il pane fresco... e caldo!”
“Prendi quello fresco… è ancora caldo. Col pane di ieri domani ci si fa la zuppa”. Il pane deve essere caldo e fresco, croccante, profumato, per eccitare l’appetito. Quello raffermo ha altre proprietà, lì per lì meno eccitanti, ma ancora giuste nella nutrizione. Anche la terra dell’orto, per eccitare l’appetito degli ortaggi, sarà calda e fresca, aerata, fertile. Calda di temperatura, da 20 a 30 gradi; fresca di umidità trattenuta dalla coesione molecolare del suo tessuto intriso degli elementi della nutrizione. Poi i fermenti del letame a fare humus, l’azoto a gasarne l’attività, e sali minerali (dei quali è molto ricca la cenere di legna), anche microelementi dei quali basta la presenza. I nutrienti presi a sé, lascerebbero indifferenti le piante dell’orto, voraci quanto mai ma incapaci di utilizzarli, se non trasformati in nutrienti assimilabili dai fermenti del terreno. Per questo, mai che l’acqua ristagni! Il terreno deve drenare, respirare. Tutto questo non è difficile. Ma sono tanti gli errori che si commettono nell’orto se non si drizzano le orecchie, si fanno buone letture e si individuano veri maestri orticultori. Generalmente il nonno o la nonna applicando la saggezza accumulata o ricavata dagli empirici intelligenti, ci riescono a far bene l’orto. Anche se la pratica empirica si rifà ai detti: “per San Giuseppe si seminano le patate, dopo Santa Maria si levano!; “ per Sant’Anna entra l’anima nella castagna!; “per, San Giovanni, nella rugiada, si raccolgono le noci e si mettono in infusione per il nocino. Date approssimative che l’agronomo o il perito agrario possono perfe38 • Il Metato
zionare nei momenti esatti della stagione più propizia. Va cercato il mentore, interrogato, accertato che sappia davvero: perché non si può “bere a boccia” nemmeno negli atenei. La cultura della terra è una scienza cresciuta nel ragionamento e nelle esperienze fatte dall’uomo per sopravvivere. Poi, nel contributo della fisica, della chimica, della microbiologia e della genetica, tutto si è evoluto. Ibridi F1, F2, Organismi Geneticamente Modificati e selezioni confermate dalla riproduzione agamica che il nostri sensi privilegiano e il nostro organismo accetta, meglio gradualmente. Natura, pian piano, ha reso commestibili e graditi il sedano, il prezzemolo l’aglio e la cipolla, e tanti frutti prima impensabili. Il cavolo, le rape e gli spinaci ancora non sono riusciti a farsi apprezzare dai bambini. Ed ecco la farina come terra; i lieviti dal letame come humus; il sale in pizzichi come fertilizzante chimico (PKN); l’acqua per l’umidità. Tutto soffice. Perché il tutto lieviti coperto, al calduccio. Ed ecco il pane per le radici delle piantine affamate che devono crescere, fiorire, fruttificare, in pochi mesi di sole. Preparare la fertilità della terra per l’or-
to, non è difficile. Ma c’è chi lo sa fare meglio. I valori della fertilità, hanno delle regole da rispettare. Poi le influenze della luna, come sa spiegare il metereologo. Certo non è vero che le donne durante il ciclo non possono piantare le cipolle o camminare sulle porche dei sedani. Mentre è vero che l’insalata seminata a luna crescente tallisce subito. La terra, soffice, nutrita, lavorata per almeno 30 centimetri. La porca di 70/80 centimetri (o giù di lì), sopraelevata per due solchi abbastanza profondi di qua e di là e coperta con un foglio di pvc nero (sottilissimo) rincalzato nei solchi, diventa un materassino di fertilità. Lungo quanto ci pare, fermenta e si dispone subito ad accogliere il postime (le piantine da trapiantare). I fori li fa il piantabulbi che vendono i negozianti di robe agrarie. Fori allineati e distanziati per quanto richiede l’ortaggio cresciuto. Poi si pianta superficialmente, con le radici appena coperte. Solo i bulbi appena più a fondo nella terra che drena. Dopo una innaffiatura per favorire l’accostamento della terra alle radici non abbiamo che da difendere le delicate piantine, dalle lumache,
DA ROMOLO
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