Metato 69 bozza 20 agosto | Page 36

Opinioni Ripartire dall’ambiente Esiste un’alternativa alla cementificazione? Il punto di vista di un imprenditore pistoiese. a sarà vero che per ripartire con l’economia bisogna edificare, costruire case, palazzi, cementificare senza inibizioni… per sempre? Oppure costruire edifici, oltre al consumo di terra, ripropone ancora abietti affollamenti e zone invivibili, della peggiore ideologia politica e igienica?! Costruire ancora fabbricati non è il modo di dare lavoro duraturo e costante. Sarebbe meglio invitare a produrre ricchezza generante, ecologica, agrituristica, turistica del mare. Le risorse agrarie, forestali, artigianali, artistiche, e le stesse risorse ambientali naturali, hanno, da noi, un potenziale da offrire tanto lavoro e aiutarci a ridurre di molto l’onere dei consumi di tante cose che si importano, acquistano e abusano nella cultura dell’ozio. Le opere murarie, belle quanto si voglia, sporcano, spesso risultano presenze superflue, corpi estranei avulsi dalla bellezza raggiunta dal paesaggio in tanti modi, per virtù spontanee e di un passato umanistico concentrato nelle razionalità dell’intelligenza e del buongusto. Mentre restaurare e riusare tutto quanto è in disuso, fermo e in degrado, potrebbe offrire sempre lavoro e la migliore ospitalità a tutti gli italiani e quanti arrivano a star bene da noi. Poi riparare e aggiornare le abitazioni, renderle resistenti alla minaccia dei terremoti e sostenerle al degrado dell’usura. Se la squadra di calcio va in serie A, il campo sportivo trionfale si costruisca sulla base della conferma sportiva, non 36 • Il Metato M di Miro Mati sulla circostanza eccezionale. I campi di calcio da serie A, che di solito seguono l’exploit della squadra miracolata, presto, semivuoti, avviliscono giocatori e spettatori nel decrescere della serie, dove facilmente precipitano tutte quelle squadre che non hanno un sufficiente bacino di utenza. I capannoni e le strutture industriali meglio semplici e convertibili; prevedibile anche il costo della riconversione naturale dell’area, qualora venga meno la necessità d’uso. Le struttura, su misura ecologica, finito il compito non deve lasciare il rudere. Insufficiente, forse assurdo, ambientare gli edifici al paesaggio. Il paesaggio accetta meglio strutture riservate, eleganti e funzionali, che i monumenti degli archistar, destinati a stupire più che a servire. La terra nemmeno può avvalersi degli eventi che accendono il desiderio di vederla costruita. Importante vestire il paesaggio. Le idee sobrie, e ben cucite, lo porgono all’ammirazione dalla gente del mondo, in atmosfere insolite, bellissime, sane nel principio della vivibilità. Qualcosa che concorda con le intese internazionali quindi riceve il riguardo politico dell’Europa. Questo hanno lasciato intendere, a Pistoia, i relatori di “Vestire il Paesaggio”. Sono tutti d’accordo i maggiorenti della Città; presidenti degli enti, funzionari e politici: a Giaccherino e all’inaugurazione del Nursery Park. D’accordo: Pistoia ha la stoffa, e c’è anche chi sa cucire. Traspare la volontà ideologica che può concludere inizia- tive eccellenti come quelle della Moda che regge a Firenze, il Nautico e l’Euroflora a Genova, le fiere a Bologna, Parma… Mosse originali, importanti per la promozione delle attività locali per una qualità commerciale che avvantaggia il territorio e ne eleva la considerazione sociale e l’economia. Ormai sappiamo che coltivare idee e sviluppare il turismo sono gli investimenti che noi italiani sappiamo fare meglio, non costano molto e in queste la Comunità Europea ci sovvenziona più volentieri che in altre attività verso le quali siamo poco portati e meno dotati. Poi, dove esistono presupposti turistici eccellenti la concorrenza incide poco. E l’attività non si svilisce alla prima inversione di tendenza. Basta vedere come, qua e là si sono evolute spontaneamente stazioni turistiche che danno lavoro e reddito; una manna non piovuta dal cielo, ma cresciuta nell’operosità e per l’ingegno che distingue quella parte della nostra gente che si adopera a crescere. È il contributo del sole, del mare, di una terra fertile di specialità rinnovabili per le virtuose attenzioni umane. Questo fa capire il potenziale della nostra penisola tutta distesa sulla baia più ammirata e gradita al mondo. I valori del mare sono ancora tutti lì. Usati meglio, senza contaminare e stravolgere le riviere, potrebbero offrire vantaggi turistici enormi. Giocare sul mare. Realizzare strutture galleggianti che non offendano la natura della terra o del mare, spontanei nelle