La controindicazione che non avevo con-siderato è che le foto fatte in quella zona hanno una leggera dominante magenta (a causa del poco inquinamento lumi-noso). Mentre ci apprestiamo a ripartire, vedo delle tracce poco più avanti a noi. Tracce di animali. Non sono esperto di tracce, so solo che le tracce del lupo sono come quelle di un cane, soltanto più grandi. Avendo un cane di taglia media, ho riconosciuto l’inconfondibile impron-ta, erano di lupo? Mi sono abbassato per toccare delicatamente i bordi di quel-l’impronta per verificare se erano ghiac-ciati e duri, segno che indirizzava verso un’impronta vecchia.
Tolgo i guanti, appena tocco il bordo esterno dell’impronta le dita affondano nella neve, era inequivocabilmente fre-sca. A fianco a noi, lasciavamo l’ultimo boschetto. In mezzo al silenzio ed al buio si alzava un leggero vento freddo. Il pensare all’impronta, alla solitudine del posto, ho avuto un brivido di pura paura.
Richiamai Margot a me, è risaputo che i lupi attaccano i cani ma non l’uomo, non volevo le capitasse nulla. Non ho con-diviso nulla con Marco, in quei momenti non è un bene lasciarsi andare a questi pensieri.
Siamo finalmente entrati nella zona aperta a destra sotto la Sella del Marma-
gna. Uno spettacolo incredibile. Ogni volta che di notte percorro quella zona e mi trovo all’improvviso fuori dal bosco, si apre agli occhi uno spettacolo incre-dibilmente magico. Il silenzio, un pa-norama di stelle che sembrano miliardi di lampadine accese, la neve che levigata dal vento sembra un manto surreale di un altro pianeta. Purtroppo il vento si sta-va alzando. Sapevo che più saremmo sa-liti di quota e più avremmo trovato vento. Ma non così! La salita verso la Sella del Marmagna l’abbiamo affrontata pratica-mente alla cieca, a testa bassa, erano scomparse le ultime tracce che ci face-vano da guida. Abbiamo virato incon-sapevolmente a sinistra, seguendo la pendenza apparentemente migliore, ta-gliando sotto il Monte Aquilotto.
Giunti sul crinale ho realizzato che e-ravamo spostati verso sinistra, di una cinquantina di metri dalla Sella del Mar-magna, da dove si vedevano in lontananza le punte dei cartelli che usci-
Margot nella neve
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