LUCE 352 | Seite 20

a destra / right DRIFT, Shylight, NYCB, 2023
pagina a fianco / opposite page DRIFT, Fragile Future. Venice. Dysfunctional. Carpenters Workshop Gallery, 2019
Incontriamo gli artisti Lonneke Gordijn e Ralph Nauta, fondatori, nel 2007, di DRIFT e creatori di sculture, installazioni e performance che fondono tecnologia e natura. I loro lavori, che spesso hanno come protagonista la luce, sono stati esposti in prestigiose istituzioni internazionali come la Biennale di Venezia, The Shed e il Met Museum a New York. Entrando a far parte di collezioni permanenti di musei di fama mondiale, le loro opere ne hanno poi varcato i confini, raggiungendo spazi architettonici e luoghi pubblici. Nel 2017 hanno ricevuto il premio Dezeen Designer of the Year
La luce è spesso un simbolo di connessione e trasformazione, come la utilizzate nelle vostre opere? La presenza o l’ assenza di luce determina l’ atmosfera di uno spazio. Per noi, la luce va oltre la sua funzione fondamentale di illuminazione; è un linguaggio a sé stante. Ciò che la distingue dalle altre forme di espressione è la sua natura sensoriale: ci parla attraverso il corpo, suscitando emozioni a un livello profondamente istintivo. Nel nostro lavoro, la luce diventa uno strumento per immaginare un futuro utopico e pieno di speranza, offrendo conforto e trascinando il pubblico in un’ esperienza completamente immersiva. Questa visione è rappresentata al meglio in Fragile Future, il progetto di laurea di Lonneke e la prima opera d’ arte che riassume il significato di DRIFT. La scultura unisce due evoluzioni opposte – natura e tecnologia – per evocare una visione utopica del futuro in cui entrambe coesistano. Senza luce, la scultura potrebbe essere interpretata in modo completamente diverso. Anche il minimo cambiamento nell’ illuminazione, ad esempio l’ introduzione di colori, influenza il modo in cui la scultura viene percepita. La luce parla.
In che modo la luce vi aiuta a rivelare i fenomeni nascosti della natura e a ristabilire un legame con il nostro pianeta? Nelle nostre opere, la luce da sola non è pensata per rivelare aspetti nascosti della natura. Questo è un equivoco comune che cerchiamo di evitare: non siamo light designer, ma artisti che esplorano l’ intersezione tra arte, natura e tecnologia. Il nostro profondo fascino per la natura alimenta la nostra creatività e, attraverso la tecnologia, cerchiamo di ricrearne
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