alle sorgenti che di volta in volta entravano in uso , corredata di ottiche e di componenti più o meno compattati , non si è sostanzialmente né molto rinnovata né , soprattutto , ha subito profonde modifiche e rivoluzioni concettuali . Seppur riconoscendo ai produttori di apparecchi moltissimi meriti , come capacità di ricerca e di evoluzione , uso di materiali sempre più sofisticati e al passo con il progresso tecnologico , non altrettanto significativi sembrano gli sforzi per affrancarsi dall ’ apparecchio stesso ( dal concetto del “ lume ”, quindi ). Probabilmente un discorso molto più articolato si apre alla riflessione relativa sia alla mancanza di stimoli e creatività di lettura da parte dei progettisti ( per altro impegnati , di volta in volta , su problematiche molto specifiche e diverse fra di loro ), sia per le generalizzate carenze di cultura illuminotecnica . L ’ illuminotecnica , infine , nata anch ’ essa in contemporanea con il razionalismo degli anni ’ 30 , una volta stabilita una corretta metodologia di calcolo esauriente e completa , relativamente alle fonti esistenti e al loro rapporto con gli spazi , non è andata ad aggiungere nessun concetto più generale , ampio e culturale al problema dell ’ illuminazione . Probabilmente non è compito di una ” tecnica ” risolvere i problemi più vasti che a monte persistono . Comunque , spessissimo e tristemente , assistiamo a sbandierati rapporti lumen / watt , vincenti da un punto di vista dei consumi di gestione ( watt / m ²) ma a scapito della qualità della luce , della piacevolezza di soggiorno , dei compiti visivi da svolgere , se non addirittura della spesa di investimento generale di impianto . Una riflessione sul concetto di illuminotecnica porta a concludere che :
• nessuna sorgente ( incandescenza , fluorescenza , sodio , mercurio , alogeni , diodi luminosi ) è in sé stessa buona o cattiva , utile od inutile , produttiva o meno ;
• nessun apparecchio di illuminazione è , in sé stesso , bello , brutto , utile , inutile ...
Se l ' uso di una sorgente è corretto rispetto all ' apparecchio ( una sorgente estesa come il tubo fluorescente è mal utilizzabile in un proiettore dove maggior rendimento darà una sorgente puntiforme quale l ' alogena ) e l ' apparecchio , a sua volta , è ben costruito e funzionale rispetto alla collocazione ambientale e ai compiti visivi da svolgere , possiamo dire che le regole fondamentali dell ' illuminotecnica sono state rispettate ( una volta ottemperate l ' economia di installazione , gestione , manutenzione ). Inoltre , proprio per la sua nascita razionalista , l ' illuminotecnica considera ottimali standard di comfort , oggi non più attuali , quali la distribuzione omogenea della luce , l ' assenza di ombre , il contenimento ad oltranza dell ' abbagliamento . A seguito di una maggiore coscienza della natura e dell ' ambiente , oggi sono da privilegiare i concetti di discontinuità e di non omogeneità . La luce di un bosco , un tramonto su un lago , secondo l ' ortodossia iIIuminotecnica , non sono certamente esempi di comfort visivo : la prima , infatti ha una discontinuità notevole , effetti di abbagliamento e di penombra molto forti ; un tramonto su una superficie d ' acqua è nettamente in controluce e dovrebbe generare un discomfort visivo molto forte . In realtà la luce di un bosco o di un tramonto ci attira : l ' uniformità crea monotonia , la monotonia genera ansia , il contrario di comfort . L ' illuminotecnica dovrebbe , quindi , integrarsi ad una cultura ambientale , interpretare la storia , l ' architettura , la filosofia che sottintendono gli spazi in cui va ad operare e a far vivere . In tutta la nostra storia occidentale l ’ architettura è costruita in stretto rapporto con l ' ambiente circostante , anche se vincolata da parametri culturali propri di ciascuna epoca . Il rapporto con la luce naturale diurna è , ovunque e sempre , chiaramente leggibile : pensiamo all ’ organizzazione intorno all ' impluvium di una casa romana , alla struttura di un ' abitazione rinascimentale in cui l ' apertura delle finestre va restringendosi nei piani superiori , alla luce fortemente proiettata e mistica che un rosone lascia penetrare in una cattedrale gotica . Compito dell ' illuminotecnica , a tutt ' oggi , sembrerebbe , quindi , oltre che attuare l ' integrazione della luce artificiale negli spazi in cui l ' uomo vive , ottimizzare lo svolgimento dei compiti visivi richiesti dalle varie attività consentendo una giusta intensità e distribuzione di flusso , comfort , buona visione dei colori , assenza di fastidiosi abbagliamenti o di innaturale monotonia , sia all ' interno degli edifici sia della struttura urbana che possiamo considerare residenza collettiva dell ' uomo moderno .
An Editorial by Piero Castiglioni that is always relevant
Ritratto di / Portrait of Piero Castiglioni
We are pleased to publish the editorial that architect and lighting designer Piero Castiglioni wrote in the first issue of his magazine Flare thirty-three years ago 1 – and which he directed from 1989 to 2009 – entitled “ Not only measure but also illuminate ”. It is a theme , the outline of which can be glimpsed and highlighted when he wrote : “ Lighting design should be part of the environmental culture , interpreting the history , the architecture and the philosophy underlying the spaces in which it switched on and that it brings to live ”. We also remember another statement by Castiglioni , which opened the interview in Luce issue 335 last year , which we quote because it is significant of an enlightened brilliant creativity and rare frankness : “ There are two categories of architects ; one belongs to the genre of musicians and the other to the genre of magicians . Magicians have a case in which they have all their tricks of the trade and always come up with the same tricks , while the musician always composes different pieces of music because he can ’ t always do the same thing over and over again ”. He is among the most prestigious international lighting designers , and his many projects include the Centre Pompidou in Paris , Palazzo
Grassi in Venice , the Museum of Modern Art in Rio de Janeiro , the Gare d ' Orsay in Paris and the Italian Pavilion at the Expo in Seville ; the design philosophy of Castiglioni , summarized in “ not only measure but also illuminate ” is still relevant today , as he well explained in his speech at the 3rd Plenary Meeting of the CIE Italy National Committee last September in Milan , where he was guest of honour with CIE President Peter Blattner . A topic that is still contemporary , he pointed out , and it is precisely for this reason “ that I would like to make a suggestion to the Commission Internationale de l ' Éclairage to establish , through a qualified international jury , certificates for the best lighting projects . In fact , the CIE normally produces recommendations on quantitative values , and in my opinion , it would be the right thing to go beyond metrology and value the quality of projects . Just as in the Olympic Games one rewards the records , so do judges who assess artistic values . Like swimming in the pool and similarly synchronised swimming ”.
Silvano Oldani
1 Flare nr . 1 june 1989 , edizioni Habitat
22 LUCE 342 / LUCE 60