L'Installatore Italiano Novembre | Page 35

L ’ ACQUA POTABILE FREDDA DELL ’ OSPEDALE CONTIENE CLORO CON VALORI COMPRESI TRA 0,15 E 0,20 MG / L E TALE VALORE È MANTENUTO COSTANTE DA DIECI SISTEMI AUTOMATICI
la possibilità concreta di realizzare gli impianti , il che comporta in alcuni casi a deficit di flusso con creazione di percorsi preferenziali e deficit prestazionali , con acqua calda che arriva al rubinetto dopo molto tempo e con una temperatura piuttosto bassa .
I PROVVEDIMENTI CONTRO LA LEGIONELLA IN ATTO A FINE 2021 Il piano di contenimento dello sviluppo della Legionella negli impianti di distribuzione e produzione dell ’ acqua calda dell ’ ospedale in vigore da anni prevede che ogni notte , per 30 minuti , il produttore dell ’ acqua calda e il ricircolo siano portati ad una temperatura di 70 ° C . Contemporaneamente si effettua uno spurgo dal fondo del produttore d ’ acqua calda . Se con le analisi periodiche previste si riscontra presenza di Legionella con valori uguali o superiori a 100 e fino a 500 UFC / l si procede a un innalzamento termico alla temperatura massima possibile ( circa 80 ° C nel produttore d ’ acqua calda ), se invece è superiore a 500 si procede a una clorazione shock fino a raggiungere una concentrazione di circa 50 mg / l ai rubinetti per circa mezz ’ ora . Per quanto riguarda gli altri fattori influenti sul processo , la durezza dell ’ acqua che alimenta l ’ ospedale è abbastanza bassa , intorno ai 13 ° F e tutta l ’ acqua potabile fredda dell ’ ospedale contiene cloro con valori compresi tra 0,15 e 0,20 mg / l e tale valore è mantenuto costante da dieci sistemi di rilevazione e correzione automatici , ciascuno a servizio di un padiglione . Va sottolineato però che questi valori , che sarebbero sufficienti per un contenimento della Legionella si abbassano drasticamente in brevissimo tempo nel circuito dell ’ acqua calda sanitaria , perché si tratta di acqua in ricircolo a temperatura elevata che rende estremamente rapida la riduzione del cloro a cloruro , inefficace per la disinfezione . Questo tipo di gestione basato soprattutto sull ’ effetto delle temperature elevate sulla Legionella è in essere da oltre quindici anni e ha consentito fino ad oggi di limitare notevolmente il numero di positività di basso livello ( fino a circa 500 UFC / l ) mentre valori , significativamente superiori a tale limite sono occasionali e abbastanza rari . Tuttavia , se il panorama generale , anche se non del tutto soddisfacente , è accettabile , soprattutto tenuto conto della vetustà degli impianti e di tutte le problematiche tipiche di una struttura che ormai da tempo denuncia il peso degli anni e richiede continui interventi di adeguamento e modifica , si deve però rilevare che alcuni padiglioni presentano criticità tali da dare origine a una frequenza eccessiva di positività superiore al limite del 100 UFC / l talora anche con valori decisamente elevati . Il problema è dovuto soprattutto a carenze degli impianti che in particolare in alcuni padiglioni denunciano il peso dell ’ età , cui si potrebbe ovviare solo con un rifacimento completo . La conseguenza è che vi sono reparti in cui le temperature sono più basse di quelle necessarie per garantire il contenimento della proliferazione della Legionella . Questo fenomeno con l ’ andare del tempo tende a peggiorare probabilmente perché l ’ incompletezza dello shock termico che in alcune zone non riesce a raggiungere le temperature necessarie consente la formazione di un biofilm che costituisce la base per lo sviluppo della Legionella e diviene contemporaneamente ostacolo agli interventi periodici di clorazione shock che saltuariamente vengono effettuati quando le conte batteriche assumono valori troppo elevati .
GLI INTERVENTI POSTI IN ESSERE NEL 2022 Visto l ’ aggravarsi della situazione in alcuni reparti la Direzione Sanitaria si è confrontata con l ’ Ufficio Tecnico per analizzare quale fosse la soluzione migliore per contenere la problematica della Legionella ed evitare che si potesse arrivare a correre il rischio di infezioni nosocomiali fino ad oggi mai verificatesi . A questo scopo sono state analizzate quelle che sono le tecniche attualmente utilizzate per il contenimento della Legionella e , tenendo conto non solo dell ’ efficacia teorica di ciascuna di esse ma anche della problematica costituita dalla situazione degli impianti , si è deciso in primo luogo di applicare al padiglione C , uno dei più critici , una clorazione
L ’ ACQUA POTABILE FREDDA DELL ’ OSPEDALE CONTIENE CLORO CON VALORI COMPRESI TRA 0,15 E 0,20 MG / L E TALE VALORE È MANTENUTO COSTANTE DA DIECI SISTEMI AUTOMATICI
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