PROGETTAZIONE
Pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria Può accadere che una pompa di calore per riscaldamento non risulti essere conveniente in determinate situazioni , come accennato nelle righe iniziali di questo articolo . Questo non toglie , però , che il ricorso al suo utilizzo sia proficuo per la produzione di acqua calda per uso sanitario . Generalmente la sorgente fredda è l ’ aria ambiente , per cui esse sono classificabili nella tipologia aria-acqua ( figura 8 ). Il componente caratterizzante queste apparecchiature è un serbatoio di accumulo che può svolgere , in certi casi , anche la funzione di bollitore , ossia di produzione dell ’ acqua calda . La serpentina condensante del circuito frigorifero risulta avvolta attorno al serbatoio , che può avere una capacità media attorno ai 200-250 litri . Tale valore dipende dal numero di persone che
Figura 8 – Pompa di calore per produzione di acqua calda sanitaria ( da doc . Baxi ) compone il nucleo che fruisce dell ’ acqua , dal tipo componenti dell ’ impianto ( ad esempio , vasca da bagno o doccia ) e deve essere correlato al diametro delle dimensioni del circuito di distribuzione dell ’ acqua . La temperatura dell ’ acqua che viene prodotta solitamente è di circa 50 ° C , ma può avere anche valori superiori o inferiori in funzione della capacità dell ’ accumulo . In generale , però , quando il salto termico complessivo che la pompa di calore deve garantire è molto elevato per le sue potenzialità , o quando il consumo di acqua calda è repentino e consistente , allora può entrare in funzione una resistenza elettrica supplementare che integra ma anche , a seconda dei casi , sostituisce il lavoro della pompa di calore . Dato l ’ elevato consumo della resistenza , questa soluzione risulta abbinata ad un sistema di pannelli fotovoltaici e di batterie di accumulo , in modo tale da fornire l ’ energia elettrica necessaria .
TIPO DI REFRIGERANTE Anche il tipo di refrigerante impiegato nel circuito frigorifero della pompa di calore ha una sua valenza . Tradizionalmente , in un passato più o meno recente , i fluidi impiegati sono stati di tipo fluorurato , come l ’ R407C , l ’ R410A o l ’ R32 . Attualmente , date le imposizioni dettate dal nuovo Regolamento Europeo riguardante gli F-gas , che ha compreso nel novero delle apparecchiature regolamentate anche le pompe di calore , si sta attuando un passaggio verso tipologie di fluidi frigoriferi meno impattanti sull ’ ambiente . Ricordiamo che , tra le disposizioni previste , vi sono quelle che riguardano le pompe di calore autonome , monoblocco o split , con capacità nominale di varia entità , contenenti gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150 : tranne alcune eccezioni legate alla sicurezza dell ’ installazione , per esse vi sarà il divieto di immissione sul mercato a partire dal 1 ° gennaio 2027 . Principalmente l ’ orientamento è quello di impiegare il propano ( R290 ) per le pompe di calore di piccolemedie capacità , specie se di tipo monoblocco . Per le pompe di calore ad alte temperature ( temperatura dell ’ acqua calda prodotta oltre gli 80 ° C ) date le le alte pressioni di condensazione che si avrebbero con l ’ R290 si preferisce optare per l ’ isobutanto ( R600a ) come fluido di lavoro . Nelle pompe di calore di grande potenza , e sempre per la produzione di acqua a elevate temperature , si opta , invece , per l ’ anidride carbonica ( CO2 , R744 ).
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