LIBERAMENTELIBRANDO Montebello di Bertona - Il dialetto | Seite 30

Gabriele Falco Montebello di Bertona - Il dialetto Edizioni Cinque Terre b. -b- e -v- intervocaliche possono essere indebolite nel suono spirante -w- (CUBARE > kuwà -ital.covare- / JUVENIS > ğğåwënë -ital. giovane-); o dar luogo al suono doppio -bb- ( HABITARE > abbità); c. a inizio di parola e precedute dalla preposizione latina AD, dà luogo ugualmente al suono doppio -bb- (AD VIARE SE > abbijàrësë ital. avviarsi-); d. -b- nel corpo della parola, se preceduta da r, in molti casi dà luogo a -v- (carbone > karvånë / erba > jervë). 3. l’assimilazione di -nd- e -mb- intervocaliche:17 mondo = månnë / gamba = ĥammë (anche se non mancano esempi in cui tali nessi si scempiano. A tal proposito, si considerino le parole sdrucciole fånëkë = fondaco / sùnëkë = sindaco / kùnëčë = quindici / ùnëčë = undici; le quali presentano, comunque, lo stesso fenomeno anche nei loro seguenti derivati ad accentazione piana: funakòttë = fondachetto / sinikùččë = sindacuccio / kuničùnë18 = quindicina / uničùnë = undicina ); 17 I linguisti attribuiscono questo fenomeno al sostrato osco-umbro, secondo il quale i nessi consonantici nd e mb nei dialetti centro-meridionali si trasformano, per assimilazione progressiva, in nn e mm (candela = cannela; colombaccio = palommaccio). Un simile risultato risentirebbe di fenomeni anteriori al processo di latinizzazione dell’Italia centromeridionale. In parole povere, un preesistente linguaggio di matrice osco-umbra avrebbe fatto sì che nd e mb si trasformassero in nn e mm. Il fenomeno, secondo la maggior parte dei linguisti, <> nell’osco upsanna (lat. OPERANDA) e nell’umbro sakrannas (lat. SACRANDAE). <> coinciderebbe, grosso modo, <>. Cfr. F. Bruni, L’italiano – Elementi di storia della lingua e della cultura – Testi e documenti. Parte seconda, cap. V, pag. 265 - UTET, 1984 (ristampa 1996). Lo studioso prosegue: << [ … ] si è dimostrato che l’assimilazione si è irradiata dall’Italia centrale e si è estesa verso il Sud in epoca tardomedievale (Vàrvaro, 1979)>>. Vi è, tuttavia, qualche caso in cui oggi il nesso -nd- tende a essere conservato (come nel caso di “quando” = quàndë; che però le persone più anziane continuano a pronunciare quannë). 18 Nel montebellese odierno si hanno, più spesso, le forme qwùnëčë e quiničùnë. 28