LIBERAMENTELIBRANDO Montebello di Bertona - Il dialetto | Page 26
Gabriele Falco
Montebello di Bertona - Il dialetto
Edizioni Cinque Terre
N.B.
Lo specchietto e la cartina tengono conto della classificazione fatta dal Diez
nell’Ottocento e ripresa nel 1970 dal Pellegrini.
In tale classificazione venivano considerate solo quelle lingue che, per il loro
elevato grado culturale, sono diventate anche lingue nazionali, mentre venivano
esclusi il ladino e il sardo, che a parere del Pellegrini rientrano nel cosiddetto italoromanzo,* poiché si deve tener conto <> (F. Bruni, L’italiano –
Elementi di storia della lingua e della cultura – Testi e documenti. UTET, 1984
– ristampa 1996. Pag. 244).
Qui, seguendo un criterio di collocazione geografica e non certo linguistica, sono
stati inclusi tra gli idiomi settentrionali il ladino e il friulano e tra quelli
centromeridionali il sardo.
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Per lo studioso le varietà fondamentali dell’italo-romanzo sono le seguenti: 1) toscano; 2)
friulano; 3) sardo; 4) dialetti settentrionali (a Nord di La Spezia-Rimini); 5) dialetti
centromeridionali (Sicilia inclusa), a Sud della linea La Spezia-Rimini. Cfr. AIS (J. Jud –
K. Jaberg, Sprach – und Sachatlas Italiens und der Südschweiz = Atlante linguistico ed
etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale. Zofingen, 1928-40, volumi 8.
Ora, all’interno di un tale sistema, in cui il dialetto abruzzese vero B