LIBERAMENTELIBRANDO Montebello di Bertona - Il dialetto | Page 17
Gabriele Falco
Montebello di Bertona - Il dialetto
Edizioni Cinque Terre
Le tre immagini rappresentano, rispettivamente, l’articolazione della A, della E,
della O (la linea tratteggiata indica il limite al di sotto del quale vengono articolate
le vocali, a seconda di come si eleva o si sposta orizzontalmente la lingua. Al di
sopra di essa, invece, si producono le consonanti).
Il motivo della classificazione suddetta risiede nel fatto che all’interno del
cavo orale (e più precisamente nella parte in cui interagiscono lingua e
palato), i linguisti hanno individuato i punti estremi d’articolazione delle
vocali. Una volta individuati i quattro punti estremi (i, u, æ, â)2, sono stati
collegati da linee, le quali lasciano vedere il cosiddetto “trapezio fonetico”,
in cui sono evidenti le posizioni più alte del dorso e del posdorso della
lingua nell’articolazione delle quattro vocali prese in considerazione.
All’interno di questi punti estremi se ne possono individuare altri che
dànno luogo a vocali con articolazioni (e quindi con suoni) differenti, a
2
Il suono rappresentato con æ dà conto della palatizzazione della a, che è caratteristica di
molti dialetti italiani centro-meridionali del versante adriatico. Si pensi, a tal proposito, al
teramano kænë (ital. cane), pronunciato, approssimativamente: kènë o kjànë. Quello
rappresentato con â, invece, dà conto della sua faringalizzazione.
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