L'Amore e Poesia - AAVV- | Seite 7

La poesia non fa paura Enzo Martines La poesia non può fare paura. Le cose complesse o difficili non dovrebbero fare paura, quando possono diventare utili, capaci di dare un punto di vista diverso, fuori dell'ordinario, farci provare a guardare il mondo da un punto di vista vivido e stupefacente. Andare a fondo ai sentimenti, ai propri dubbi, alle proprie certezze, questo forse fa paura, ma se ne può fare a meno nella nostra ricca, strana, fragile vita contemporanea? La poesia non può fare paura, può aiutarci ad affrontare il mare aperto delle difficili imprese che affrontiamo ogni giorno. Poi ci sono i poeti. Forse la loro voce ha perso prestigio negli ultimi decenni, a favore di una comunicazione rapida, apparentemente universale, un po' troppo superficiale. In questo senso la poesia è impertinente: dispettosa e non pertinente. Dispettosa perché costringe ad andare contro corrente. Con lei ci vuole tempo, calma, bisogna ritornarci, rileggerla. Insomma usare il tempo in controtendenza alla velocità della nostra contemporaneità. Per questo forse non pertinente, ma presente, presente in un sottobosco ricco di parole, di poeti, ricca delle considerazioni che ci devono portare, oggi, nella profondità dell'indicibile e del non detto, ma del "necessario". Di questo sono consapevoli i poeti. Persone cui chiedere più che mai, nel nostro oggi, una mano a capire che ci succede attorno, come reagire per stare meglio al mondo. Abbiamo bisogno di poesia e di poeti. Però la poesia prima di tutto va letta, poi scritta, non viceversa. Il lungo lavoro del poeta è nella fatica della ricerca della parola, del suo colore, del suo suono. Lungo, difficile, da condividere per un confronto serrato e severo. La poesia è un evento pubblico. Lo è perché il poeta non può fare a meno di spogliarsi davanti agli altri nella sua proposta al mondo. Ecco perché in questa epoca che fa della rapidità un ingrediente della comunicazione, in cui la superficialità rischia di diventare la sua conseguenza, dove tutto fa scandalo, il poeta, a mio parere, non può che essere un poeta militante (con un vocabolo un po' vetusto) cioè presente, che dice a viso aperto, quasi con un contatto fisico con l'uditore, l'uditorio. Il poeta deve poter dire ad alta voce che la poesia non fa paura, ma anzi è il potente antidoto alle certezze in cui rischiamo di annegare se solo ci fidassimo ciecamente e passivamente delle tecnologie oppure dell'illusione di sopravvivere troppo a lungo, negando magari la sofferenza. La nostra epoca, in questo scorcio di secolo, ci impegna purtroppo anche a reagire alla cultura del terrore e della distruzione. Anche per questo c'è bisogno di scavare nelle culture, nelle profondità del genere umano. Utile la poesia quindi, quando c'è da affrontare le complessità della nostra contemporaneità e per farlo dobbiamo munirci di calma e di riflessione. “Leggerò le tue poesie con calma”, mi ha detto una persona che ama leggere versi, e io ho risposto: “brava, la calma è il tempo giusto della poesia”. 7