Cinzia Ciani
Amore armeno
L'eco di benedizioni armene
vibra di secoli in secoli, in pietra in pietra,
incide le preghiere, del tempo sofferto
che passato non sembra.
Giovanile la speranza che ti costringe
tra queste mura,
a ritmare quegli spasmi
in materia che non sembra più tua.
Scivola la mia mano involontaria
sulla tua spalla
e d‟incanto, degli scatti incontrollati
non riamane più falla.
Oh, sotto il mio palmo
la tua virile guancia
trasuda profetico amore
scuote quest‟anima affranta
come fosse un soffio che penetra il cuore
e un sorriso bambino nasce
sul tuo bel volto di angelo
giacché dell‟umane miserie
non ti dai poi affanno.
Il tuo patire non t‟appartiene
testimone silente della forza divina
che solo tu sai sostenere.
Eppur il tuo franco sguardo
mi par familiare
forse per un passato lontano
forse per un lontano sognare
e sei gemello d'anima e sorte,
in questa terra antica, rimani a testimoniare
che non ci dividerà nessuno
nemmeno la morte.
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