la gloria di Chartago climate fiction - guerre del cambiamento climatico | Page 52

Capitolo 7: Il sacco dell’oasi di Waddan 52 La fonte d’acqua che Kumi pensava fosse diventata tutta sua, solo perché Kumi era stato il primo a trovarla, era stato un pensiero alquanto puerile ed errato. Quella sorgente era una dei vari pozzi del Waddan, non poteva appartenere a Kumi. La sorgente entrò nella protezione di un sub-sahariano (quello che aveva tirato loro, tutta l’acqua del secchio), il quale permise sia a Kumi quanto a Shani, Usutu la possibilità di bere tutta l’acqua che volevano e di riempire le proprie borracce, almeno una volta al giorno, senza chiedere niente a nessuno!. A Kumi fu regalata un’altra cagnolina, della stessa specie di quelle che erano state addestrate dai gengiskani. Po i gli fu donato un fischietto ad ultrasuoni, una pila verdastra con luce rossa, una scatola di fiammiferi, un accendino ed un marsupio nuovo, che erano un kit gengiskano proveniente dai loro protettorati, era specifico per gli “scout” sub-sahariani che adesso si sarebbero chiamat i “scout chartaginesi”. La cittadina di Waddan doveva essere preparata per le successive ondate migratorie sub-sahariane, seguendo una rigida e severa pianificazione segreta, svolta a tavolino, da alcuni metico losi ufficiali gengiskani, che aiutavano la causa del popolo sub-sahariano.