Ma Bristol è anche una città che va contro gli stereotipi inglesi, perché quando ti ritrovi a dover aspettare alla fermata un bus in ritardo di quindici minuti è un po’ come essere di nuovo a casa in Italia.
Questa città è anche attraversare la strada quando il semaforo è ancora rosso, fidandoti del passo deciso dei bristoliani; è camminare per il Clifton Village la sera, già illuminato dalle luci natalizie nonostante sia ancora Novembre, pensando che agli inglesi il Natale forse piace fin troppo; è andare a mangiare il Sunday Roast la domenica e scoprire che in Inghilterra, a volerlo, mangiare bene è possibile.
Bristol è incontrare tanti, tantissimi studenti come te, vent’anni e le idee poco chiare sul futuro, ma un grande bagaglio di sogni sulle spalle e tanta, a volte anche troppa, voglia di fare.
Una volta arrivato il mio taxi, ho salutato la ragazza dell’aeroporto, dimenticandomi di chiederle almeno il suo nome o il numero di telefono, ancora troppo spaesata ed agitata per il vero e proprio inizio del mio viaggio.
Dovessi rivederla le direi che aveva ragione: dopo appena due mesi in questa città, so già che mi mancherà, e che vorrò ritornarci il prima possibile, per rivedere tutti i posti che ormai mi sono familiari e cari: i colori delle foglie a Brandon Hill Park; l’immensa torre del Wills Memorial; i meravigliosi graffiti di Stokes Croft; la vista dal Clifton Observatory; le case a schiera di Southville.
Mi mancherà tutto, terribilmente, ma in fin dei conti è così che deve andare. Mal che vada, in fin dei conti, Bristol è, e per sempre sarà, ‘a home away from home’.
"inizi a vedere le cose sotto una nuova luce"
BY Annalisa
de Filippis
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il dipartimento