IVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 1 -GENNAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE GENNAIO 2020 | Seite 20

“VARSAVIA 1944” FRANCO FORTINI “Si può ben desiderare e volere che una più larga parte della nostra vita si avvicini alla poesia, com’è per alcuni popoli nordici. che la poesia ci accom- pagni, con la sua leggerezza, nella fatica di ogni giorno, e salga con noi le scale dell’officina, con noi percorra i solchi del campo, cammini col passo dell’uomo che cammina” Franco Fortini Prendo spunto da queste parole per condividere con voi una poe- sia tratta da Foglio di via, primo organico libro di poesia di Fortini, pubbli- cato nel 1946. Un libro “isolato”, come definito dall’autore negli anni della maturità, perché scisso tra le ragioni del canto e quelle della realtà bellica. Il perno intorno a cui ruotano queste liriche è infatti la Seconda guerra mon- diale, l’evento che segna irrimediabilmente la biografia e la coscienza, poe- tica e intellettuale, del soldato prima e dell’esule poi. Le diverse anime della poesia fortiniana sono qui già tutte presenti: lo scontro diretto con gli eventi storici; l’elegia d’amore e l’introspezione lirica; il riuso manierista e allegorico delle forme della tradizione. (1) Varsavia 1944 E dopo verranno da te ancora una volta A contarti a insegnarti a mentirti E dopo verranno uomini senza cuore A urlare forte libertà e giustizia. Ma tu ricorda popolo ucciso mio Libertà è quella che i santi scolpiscono sempre Per i deserti nelle caverne in se stessi Statua d’Adamo faticosamente. Giustizia è quella che nel poeta sorride Bianca vendetta di grazia sulla morte 19