Pastry Story
che siamo cresciute insieme ». Allysson è una donna che sa trasformare il negativo in positivo, lo ha dimostrato passando dalla cucina alla pasticceria, ma anche dalla determinazione con cui ha saputo convertire un lutto in qualcosa di buono: « Olivia Rose è il nome della mia bambina, quella che non ho potuto conoscere, ma che vive in ogni cosa che faccio, in ogni torta che preparo, in ogni sogno che continua a crescere al suo posto. Da lei è nata questa pasticceria, il mio modo di trasformare il dolore in dolcezza, la mancanza in amore ». Sono le parole che Allysson ha scritto su Instagram in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sul lutto prenatale e perinatale( 15 ottobre).
SOCIAL, PASSAPAROLA E STORYTELLING IN NEGOZIO: UNA COMUNICAZIONE INTEGRATA Il post di Allysson ci dà lo spunto per parlare con lei di comunicazione: « Mi dicevano che per promuovere l’ attività ci sarebbero voluti almeno quattro o cinque anni, ma non potevo investire così tanto tempo, così ho pensato di usare i social », racconta, « mi sembrava il metodo più rapido per farmi conoscere e ha funzionato molto bene. Grazie a Instagram sono arrivati i primi clienti dalle città e dai paesi limitrofi.
Poi, grazie al passaparola, si sono incuriosite anche le persone del paese. Sono contenta che ci sia stato e ci sia ancora tanto passaparola, significa che alla gente piacciono i miei prodotti ». A un certo punto la Pasticceria Olivia Rose ha attirato anche l’ attenzione di alcuni influencer: « Il bello è che sono arrivati senza che li cercassimo noi. Successivamente sono nate collaborazioni, in particolare con Treviso-Venezia Vegan, visto che metà della mia produzione è vegana », precisa Allysson. « Parte del nostro orgoglio, però, è la comunicazione diretta con il cliente. Faccio assaggiare alle ragazze di sala tutti i prodotti affinché capiscano di cosa si tratta e come li abbiamo fatti, in questo modo sono in grado di spiegarlo al meglio ai nostri clienti e abbiamo sempre trovato riscontri favorevoli ».
L’ UBE, UNA TRADIZIONE PERSONALE CHE SORPRENDE E CONQUISTA Olivia Rose è una pasticceria moderna fortemente influenzata dalle origini filippine di Allysson che, infatti, abbiamo conosciuto in un’ altra occasione per parlare in modo specifico di ube. « Gli ingredienti e i dolci che propongo sono sempre stati, fin dall’ inizio, parte di me: delle mie origini, della mia cultura e della mia infanzia. Per questo, l’ ube è qualcosa di molto più profondo di una semplice“ moda”», spiega. E infatti, fin dall’ apertura nel 2024, quando era un ingrediente sconosciuto ai più, da Olivia Rose c’ erano in vetrina dei pasticcini“ viola”. I clienti erano incuriositi e spaventati allo stesso tempo, ma quando hanno capito che non contenevano coloranti, hanno iniziato ad apprezzarli, tant’ è che Allysson ha sperimentato l’ igname anche nei dolci della tradizione italiana come la colomba e il panettone. Fin dalla prima colazione, il banco presenta un’ infinità di viennoiserie tra cui spiccano anche il Pain suisse e il cubo con ube e cocco, che può essere accompagnato dalla bevanda ube latte( con latte di cocco o di riso), molto gradita anche a merenda; o ancora il Babka ube e cocco: un lievitato est europeo simile al pan brioche caratterizzato dalla tipica forma intrecciata e da un ripieno ricco. « Nel nostro caso, la versione all’ ube e cocco ha un impasto classico( quindi non completamente viola), l’ ube è utilizzato come ripieno e crea delle striature violacee che contrastano con l’ impasto chiaro ». La monoporzione ube e formaggio Philadelphia, tra le più gradite fin dagli esordi, su ordinazione è prevista anche in versione torta. « Il mio“ ube chiffon” è un impasto a base di olio, alleggerito dagli albumi montati a neve e poi incorporati separatamente. Questo lo rende molto soffice, umido e leggero, con una struttura più elastica e setosa rispetto al classico pan di Spagna », conclude.
58 il pasticcere e gelatiere italiano