QUANDO LA VETRINA ANTICIPA IL MERCATO
speciale vetrine pasquali
Mari e Iginio Massari. Erica Cantarin. Stella Ricci.
vetrine preconfezionate: ogni allestimento deve avere un senso profondo. Il modo in cui si presenta una vetrina, facilita la vendita e convince ancora prima dell’ assaggio ». A curare l’ immagine della Pasticceria Marisa di San Giorgio delle Pertiche è invece, da circa vent’ anni, Erica Cantarin. « Rispetto a quando ho iniziato, ho affinato molto la tecnica e selezionato una rosa di fornitori – dalla provincia di Padova alla Germania – che ci aiutano a rendere uniche le nostre ambientazioni. Oggi investiamo molto sull’ immagine e scegliamo sempre materiali di qualità, capaci di creare un’ atmosfera coerente con la nostra produzione votata all’ eccellenza ».
CINQUE + 1 CONSIGLI Una vetrina davvero efficace non si improvvisa: è il risultato di una progettazione anticipata e coerente, che coinvolge ogni dettaglio. 1. Partire per tempo: « A gennaio so già quale atmosfera voglio creare per Pasqua » racconta Mari Massari. « Questo permette di coordinare tutto: produzione, decorazioni, confezioni, comunicazione. Arrivare tardi significa fare scelte frettolose, e la fretta si vede sempre ».
2. Non esagerare: « La Pasqua è una festa delicata, che non ama l’ eccesso » spiega Mari Massari. « Le uova devono essere protagoniste, ma presentate con eleganza ».
3. Studiare spazi, altezze e tenere dei piccoli vuoti. Continua Massari: « Io inizio studiando spazi, altezze diversi e piccoli vuoti che fanno respirare la composizione. Ho una regola: bisogna incuriosire ed essere scenografici( tanta gente viene anche solo a guardare le vetrine) e il prodotto va inserito nel contesto di una composizione d’ effetto ».
4. Inserire elementi naturali, mai finti in modo evidente: meglio un accenno che una scenografia teatrale ».
5. Scegliere i colori con un senso. Per Stella Ricci, l’ armonia della vetrina pasquale passa soprattutto attraverso la gestione del colore. « La Pasqua è più difficile del Natale perché ha una moltitudine di colori ed è facile creare confusione. Ma quando la linea scelta ha un senso, al cliente arriva un messaggio forte e preciso ». Il colore domina anche la Pasqua della Pasticceria Marisa. « Sebbene da noi al Nord non sia una festa sentita come altrove, in occasione della Pasqua la gente ha voglia di tinte vive. Per questo non scegliamo mai un solo colore, ma tante tonalità che scaldano il cuore: fucsia, giallo, rosa. Non seguiamo sempre un tema unico, ma proponiamo un’ ampia gamma di uova: dalle classiche a quelle arricchite con fiocchi e nastri. Non manca mai il cuore, simbolo della nostra pasticceria ». « Il tema nasce dalla stagione, non dalla moda – dice Mari Massari – A Pasqua parliamo di rinascita, primavera, luce. I colori devono riflettere questo: tonalità chiare, pastello, naturali. D’ altronde evito sempre i colori troppo aggressivi: non appartengono alla pasticceria artigianale ».
+ 1. L’ ordine è qualità: « Bisogna fare molta attenzione nel posizionare bene gli oggetti. La gente è attratta dall’ ordine, e una vetrina ordinata crea subito un’ atmosfera di qualità » conclude Cantarin.
FOCUS PACKAGING « Le confezioni sono l’ ultimo gesto di cura verso il cliente. Anche qui valgono le stesse regole: coerenza cromatica, materiali di qualità, niente
QUANDO LA VETRINA ANTICIPA IL MERCATO
Racconta Mari Massari: « Io ho sempre creduto che la pasticceria dovesse dialogare con il mondo. È per questo che, durante un viaggio a Minneapolis nel 1984 con mio marito Iginio, rimasi affascinata dalla festa di Halloween e decisi di portare anche in Italia l’ idea di questa ricorrenza legata alla pasticceria. Qui non esisteva nulla di simile: era una festa quasi sconosciuta, ma ne avevo colto il potenziale narrativo e visivo. Di fronte alla nostra vetrina passò il manager di una grande azienda dolciaria, ne rimase incuriosito al punto che dall’ anno successivo quell’ azienda iniziò a produrre dolci a tema Halloween. Quest’ episodio è la testimonianza di come una vetrina possa anticipare, educare, aprire nuove strade, ma sempre con rispetto, misura e grande attenzione al prodotto. Alla fine, è il dolce che deve parlare ».
inutili decorazioni. Una bella carta, un nastro ben scelto, un’ etichetta pulita valgono più di mille fronzoli » dice Mari Massari. Un approccio condiviso anche da Stella Ricci, per la quale ogni vetrina richiede un’ accurata progettazione. « Prima bisogna scegliere una palette colori, poi studiare il packaging. Negli anni abbiamo cercato sempre di stupire con idee nuove e confezioni d’ effetto. Cerco stoffe, nastri, scatole, oggettistica che mi ispirano, poi faccio un“ recap” e arrivo alla linea definitiva da proporre ». il pasticcere e gelatiere italiano
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