visione
Enrico Sgarbossa, ex giocatore di hockey e da quindici anni maestro dell’ arte bianca in Australia, tira le somme di quello che è stato un percorso fatto di passione e dedizione al mondo della pizza. Grazie al suo locale di Adelaide, That’ s Enrico, ha introdotto alla clientela australiana la sua idea di cibo: nessuno spreco e utilizzo di ingredienti del territorio. Qui è infatti possibile trovare lo zero-waste bread, un pane di altissima qualità realizzato attraverso gli scarti degli impasti della pizza.
La mia zero waste
di Martina Roncadi: Photo: Giuseppe Silvestro
La comunità italiana in Australia è forte e radicata. Non è un caso infatti che sia uno dei Paesi in cui la nostra cucina ha avuto modo di crescere, sperimentare e avere grande risonanza. Lo sa bene Enrico Sgarbossa, che è volato dall’ altra parte del mondo e ha fatto conoscere alla sua clientela, e non solo, la cultura del buon cibo e del rispetto per le materie prime. Dopo anni di esperienze varie, oggi Enrico propone nel suo locale pane, pizze gourmet e piatti in grado si sensibilizzare anche i più scettici sul tema dello spreco alimentare. È questa la sua filosofia: gli impasti e gli ingredienti che andrebbero buttati, possono essere riutilizzati per creare prodotti eccellenti. Tra contaminazioni internazionali e rigore italiano, That’ s Enrico è oggi un punto di riferimento per coloro che desiderano stare attenti all’ ambiente senza rinunciare al gusto.
Sopra, l’ esterno, molto“ australiano” del locale di Enrico Sgarabossa.
A sinistra, dall’ ingresso del locale si intuisce già il tocco“ Made in Italy”
Zero-Waste Bread: di che cosa si tratta? « Utilizzo la tecnica dello zero-waste per tutti i nostri ingredienti, in particolare per gli impasti: quello che avanza si trasforma in pizza, pane, focacce e grissini. Lo Zero- Waste Bread è nato perché, facendo consulenze in giro per il mondo, ho compreso quanto fosse importante provare a dare nuova vita a impasti che avevano già 3-4 giorni. Un prodotto che sarebbe da scartare, viene quindi rinfrescato in maniera diversa in base all’ acidità, tanto da ricavarne un pane buonissimo ».
Quanto è sensibilizzato un Paese come l’ Australia in tema di spreco alimentare? « Non molto, purtroppo. Stiamo combattendo perché i media la parola“ spreco” proprio non la vogliono utilizzare. È un problema molto più grande di quello che si pensi. L’ Australia è uno dei paesi maggiormente inquinanti, non ha la cultura del cibo, per questo sto cercando di sensibilizzare il più possibile le persone su questo tema ».
Come hanno risposto i clienti alla tua proposta? E che differenze ci sono tra gli italiani e gli australiani? « I clienti che assaggiano il nostro pane ci dicono che è un
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