Speciale Pane e benessere • Il nutrizionista
Introdotta negli Stati Uniti nel 2026, rivoluziona le linee guida nutrizionali: meno carboidrati, più proteine e alimenti freschi. Ecco come funziona e quali sono gli aspetti critici. Abbiamo chiesto un parere Domenicantonio Galatà, biologo e nutrizionista, che dice:“ Ribaltiamola ancora, il pane è importante ogni giorno”
Di Simone Zeni- Foto: Adobe stock e Courtesy of Domenicantonio Galatà
Perché questo modello è nato negli Stati Uniti La proposta della piramide alimentare rovesciata nasce in un contesto sanitario particolarmente delicato. Negli Stati Uniti circa due adulti su cinque sono obesi e risultano molto diffuse malattie croniche associate all’ alimentazione, come diabete di tipo 2, sindrome metabolica e patologie cardiovascolari. Negli anni diversi esperti hanno criticato le vecchie linee guida alimentari americane, accusate di aver attribuito troppo spazio ai carboidrati senza distinguere sufficientemente tra cereali integrali e prodotti raffinati. Da qui è nata l’ idea di promuovere un modello alimentare più ricco di proteine, fibre e grassi considerati“ buoni”, con una minore presenza di carboidrati raffinati e alimenti industriali.
A sinistra: Domenicantonio
Galatà, nutrizionista e presidente di AINC( Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina).
A destra: la piramide rovesciata.
Negli Stati Uniti è stata recentemente proposta una revisione delle linee guida alimentari. La piramide alimentare rovesciata, introdotta negli USA a inizio 2026, è un nuovo modello nutrizionale che ribalta la struttura della classica piramide alimentare utilizzata per decenni come riferimento per una dieta equilibrata. L’ obiettivo dichiarato è promuovere un’ alimentazione più basata su cibi freschi e meno dipendente da prodotti ultra-processati. Il tema ha rapidamente acceso il dibattito tra nutrizionisti ed esperti, sia per il forte impatto simbolico della nuova rappresentazione sia per le possibili conseguenze sul modo in cui vengono percepiti carboidrati, grassi e proteine.
Come cambia la struttura della piramide alimentare La tradizionale piramide alimentare prevedeva alla base gli alimenti da consumare più frequentemente, come acqua, frutta, verdura e cereali integrali. Salendo verso l’ alto comparivano latticini, legumi e frutta secca, mentre nella punta finale si trovavano dolci, salumi e carne rossa, considerati alimenti da limitare. La nuova versione statunitense modifica radicalmente questa impostazione grafica. Nella parte più ampia vengono inseriti alimenti ricchi di proteine e grassi, insieme a latticini, frutta e verdura. I carboidrati, invece, vengono collocati al vertice della piramide, assumendo quindi un ruolo meno centrale rispetto al passato. Questo ribaltamento rappresenta il principale elemento distintivo della nuova proposta alimentare americana. Secondo i sostenitori del nuovo modello, negli ultimi decenni l’ alimentazione occidentale si sarebbe allontanata troppo dai cibi naturali, aumentando il consumo di preparazioni ad alta densità calorica ma poveri dal punto di vista nutrizionale.
Le differenze con la piramide alimentare tradizionale La differenza principale tra i due modelli riguarda il ruolo attribuito ai carboidrati. Nella piramide classica pane, pasta, riso e cereali occupavano la base dell’ alimentazione quotidiana, mentre nella versione rovesciata vengono ridimensionati. Al contrario, proteine e grassi assumono una posizione più centrale. Questo non significa necessariamente eliminare i carboidrati, ma limitarne il consumo soprattutto nelle forme più raffinate e industriali. Secondo i promotori della nuova impostazione, l’ obiettivo non è demonizzare singoli nutrienti ma costruire una dieta più saziante, più stabile dal punto di vista glicemico e meno dipendente dagli alimenti processati.
Le somiglianze con la dieta mediterranea Nonostante venga presentata come una novità, alcuni aspetti della piramide rovesciata ricordano principi già presenti nella dieta mediterranea tradizionale. Entrambi i modelli valorizzano il consumo di verdure, legumi, ingredienti freschi e grassi di qualità come l’ olio extravergine d’ oliva. La differenza più evidente riguarda però il ruolo di pane, pasta e cereali. La dieta mediterranea classica continua, infatti, a considerare i carboidrati complessi una componente importante dell’ equilibrio alimentare, mentre la versione americana della piramide tende a ridurne maggiormente la centralità.
Il dibattito tra nutrizionisti ed esperti La nuova piramide alimentare rovesciata ha suscitato molte critiche nel mondo scientifico. Abbiamo chiesto cosa ne pensa Domenicantonio Galatà, nutrizionista e presidente onorario di AINC( Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina) che non ha dubbi: « La piramide alimentare rovesciata? Sarebbe bene riscriverla ex novo! Prendiamo ad esempio il pane: è bene che stia alla base della piramide, insieme a patate e mais; quindi indicato per un consumo quotidiano. Il pane è un alimento antico, che nasce prima della pasta ed è alla base di una dieta moderna, funzionale. Oggi, con la conoscenza che abbiamo sul microbiota e sul suo coinvolgimento nel benessere psicofisico, faremmo bene a ricordarci che il pane è un“ fermentato” in casa, contenente prebiotici e postbiotici che fanno bene al nostro intestino e quindi all’ intero organismo. Smettiamola di parlare solo di calorie, il pane è molto di più ».
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