Le interviste de Il Panificatore • Antonio Tassone / Assipan
Quindi è questo che intende quando dice che vorrebbe arginare “ il maldestro tentativo della panificazione industriale di ridurre , o perlomeno rendere meno netta , la distinzione tra pane fresco e pane congelato soprattutto nella fase di vendita del prodotto , ma anche in quella di produzione ”? Ha ancora un senso , secondo lei , questa distinzione ? La distinzione esiste e come . E credo che esisterà ancor di più in futuro . Le pongo la riflessione al contrario : se non vi fosse ancora per il mercato una distinzione fra prodotto artigianale e industriale che senso avrebbe l ’ interesse della produzione industriale di agire negli interstizi della norma per assottigliare la distanza soprattutto in fase di comunicazione al consumatore ? Se la quota di mercato fosse per lo più che sufficiente non investirebbero le loro energie in questa direzione . Eppure è ciò che sta accadendo . Ecco perché , come Federazione , sentiamo l ’ obbligo di alzare le antenne e tutelare la tradizione panaria artigianale italiana . Un input che , del resto , leggiamo nell ’ incipit del disegno di legge sul pane fresco rispetto al quale speriamo che il legislatore non smentisca sé stesso , magari perché messo sotto pressione da interessi che non sono però quelli della più ampia platea dei panificatori italiani .
E circa il rinnovo del CCNL , invece ? Quali sono gli obbiettivi di Assipan ? Sul CCNL invece , facendo un ’ estrema sintesi direi che , al di là dei valori economici che si stanno discutendo , penso si debba cogliere l ’ occasione che il rinnovo ci pone . Reinterpretare in contratto e adattarlo , anche nei mansionari , alla più moderna realtà della panificazione , affrontare con coraggio anche temi e istituti apparentamenti intoccabili , ma che non rispondono all ’ esigenza dei panificatori di tutta Italia , è l ’ ambizione con la quale ci sediamo al Tavolo .
La frase finale della sua relazione cita “ L ’ ottimista vede opportunità in ogni pericolo , il pessimista vede pericolo in ogni opportunità .” Come la inserirebbe nel contesto dell ’ arte bianca ? Ovviamente era una citazione di Winston Churchill alla quale sono particolarmente legato , e che incarna esattamente la visione che vorrei avessero i panificatori italiani . Abbiamo bisogno di ottimismo . Di cogliere l ’ essenza del cambiamento e capire che , se anche facciamo uno dei mestieri più antichi del mondo , non possiamo restare esclusi da fisiologici cambiamenti socioculturali . L ’ arte bianca deve attraversare questa fase ed uscirne più forte e più consapevole . Siamo gente tosta , dobbiamo solo ricordarcelo più spesso . assipan . it
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