Il Panificatore Italiano - Gennaio 2026 | Page 41

Una personalità eclettica, quella di Fulvio Marino: mugnaio di terza generazione, panificatore, volto televisivo e ora anche star dei social. Sarà anche per questo che, oltre all’ attività di famiglia e alla carriera televisiva, ha deciso di aprire ad Alba FuocoFarina, una bakery con cucina dov’ è possibile trovare sia lievitati di alta qualità sia piatti moderni e ricercati.
di Martina Roncadi Foto: Courtesy by Fulvio Marino

La mia filosofia pane tv tra e

Quando il mondo della ristorazione s’ intreccia con quello dei lievitati nasce FuocoFarina, un concept innovativo realizzato da Fulvio Marino nel cuore di Alba assieme ai proprietari de La Ciau del Tornavento, ristorante stellato di Treiso. Un locale dove, morso dopo morso, si ritrova quello che è il suo pensiero a tavola: ingredienti genuini, filiera corta, rispetto per la tradizione e ricercatezza di sapori. Al mattino vanno in scena un’ ampia gamma di sfogliati dolci e salati, pane e focacce, mentre dal pranzo alla cena il locale si evolve in pizzeria e cucina. Grazie alle farine di Mulino Marino, e alla sapienza di chi vi lavora, l’ offerta gastronomica assorbe tutta la storia di Fulvio, dalle sue origini fino alla metamorfosi che ha messo in atto nel corso degli anni. Perché guardare lontano significa anche cambiare, e lui ha scelto di farlo giorno dopo giorno, mettendosi in gioco e diventando tante versioni diverse di sé.

Come mai hai deciso di dar vita a un format così particolare? « Questo locale per me è un sogno che si è realizzato, il risultato di tanto lavoro dopo circa vent’ anni di consulenze in giro per il mondo. È un format che unisce il panorama dei lievitati a quello della pizza e della ristorazione, dove posso esplorare e mettere in pratica tutto ciò che mi piace. Si chiama così non a caso perché, i miei soci, sono i proprietari del ristorante La Ciau del Tornavento. Insieme, abbiamo scelto di creare una parola unica in grado di coniugare il mondo del fuoco, della cucina e dei cuochi, con la farina, quindi me ».
Riesci a seguire la produzione visto che sei spesso via? « Sì, assolutamente: la produzione è stata impostata in modo che non debba per forza essere lì tutti i giorni. Ci sono spes- so, ma ho responsabilizzato i miei ragazzi e fatto in modo che le dinamiche di squadra funzionassero da sole. Ci tengo molto a dirlo perché in Italia sembra che, se non è presente il responsabile, le cose non possano andare bene mentre, per esempio, se vai da Cédric Grolet a Parigi, non lo trovi sempre. È importante sottolineare questa cosa, perché non è mancanza di attenzione, ma un’ organizzazione che dev’ essere così strutturata per la buona riuscita delle cose ».
Quali sono i vostri prodotti chiave? « Sicuramente il pane di Enkir( farro monococco, ndr), una tipologia di pane a base di questo cereale molto antico che arriva da una filiera locale, in Alta Langa: a distanza di soli 20 chilometri abbiamo infatti gli agricoltori e il mulino, di cui sono proprietario assieme alla mia famiglia, ed è un pane che racconta un po’ la filosofia che ho della panificazione. Lo vendiamo a un prezzo di 7 euro per la pagnotta da 600
Il pane appena sfornato di FuocoFarina, come quello di grano duro, o con la frutta secca, che creano una sinfonia di colori e profumi fuori dal tempo.
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