Il Panificatore Italiano - Aprile 2026 | Page 39

di conformità dei fornitori certificati Bio;
� al deposito delle materie prime per valutare la separazione fisica delle materie prime Bio da quelle convenzionali;
� alla procedura di separazione temporale della produzione Bio da quella convenzionale;
� alle modalità di pulizia e sanificazione dei macchinari e dei piani di lavoro;
� alla tracciabilità delle materie prime Bio utilizzate, ai lotti di produzione registrati sui fogli di produzione e magari effettuerà un test di rintracciabilità;
� allo stoccaggio dei prodotti finiti Bio, sia sfusi che confezionati, per verificare la separazione fisica dai prodotti finiti convenzionali;
� all’ etichettatura dei prodotti finiti Bio, sia sfusi che confezionati, che devono riportare, oltre alle normali indicazioni tipiche dei prodotti convenzionali, pure gli estremi dell’ Organismo di Certificazione, il logo europeo del biologico e l’ indicazione“ da agricoltura biologica”. L’ ispettore provvederà infine a prelevare dei campioni di materie prime e prodotti finiti per effettuare analisi multiresiduali per la ricerca di pesticidi, additivi e prodotti vietati dalla normativa sul biologico.
La conformità
Spesso capita che l’ ispettore rilevi alcune non conformità. Stabilisce quindi un congruo termine entro il quale sistemare le non conformità rilevate e solo quando valuta positivamente l’ esito della visita ispettiva l’ Organismo di Certificazione rilascia il Certificato di Conformità che rappresenta il documento che autorizza alla produzione di prodotti Bio. Inoltre, annualmente il panificio sarà soggetto a visite ispettive per il rinnovo del Certificato di Conformità. È evidente che tale certificazione, come qualsiasi altra certificazione del settore alimentare, è un iter che comporta da un lato spese, controlli ed il rispetto assoluto delle procedure ma dall’ altro può garantire al produttore un maggiore ritorno economico ed al consumatore la sicurezza e la fiducia nei confronti di un panificio certificato. Il mio consiglio è quello di valutare bene il rapporto costi e benefici, la potenziale domanda dei prodotti Bio e capire se i clienti abituali sono disposti a spendere in più per avere garanzie di salubrità e sicurezza alimentare.
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