Il Panificatore Italiano - Agosto 2025 | Page 39

Tòcio dalla IAD al

micro forno

Dopo l’ esperienza dell’ impresa alimentare domestica, la panificatrice veneta Giulia Busato ha dato vita alla sua micro bakery a Noale, senza abbandonare l’ idea di riportare la panificazione autentica nel cuore di Venezia.
di Valeria Maffei Foto: courtesy of Tòcio

Gli studi al liceo classico, la laurea in legge e l’ avvio alla professione forense: la strada di Giulia Busato sembrava segnata e invece un pezzo di pasta madre donatole da un amico rimette in discussione tutto. Nel 2020 Giulia partecipa a MasterChef, la dinamica di sfida la coinvolge e le fa decidere di abbandonare il lavoro presso la CGIL per dedicarsi alla sua passione originaria. « Sono sempre stata attratta dal mondo della cucina, sapevo di volerne far parte anche se non capivo in quale forma. Erano soprattutto le dinamiche della ristorazione, gli orari di lavoro non sostenibili e alcune situazioni al limite, a non convincermi; così ho deciso di dedicarmi al pane che a mio avviso è la massima e più creativa espressione della cucina ».

A sinistra: Giulia Bosato, titolare di Tòcio a Noale.
Il pane come impresa domestica
In pieno Covid, Giulia torna nella casa dove è cresciuta a Noale, un piccolo e ricco centro della provincia di Venezia. Qui, tramite una piattaforma di crowdfunding, raccoglie le risorse necessarie per aprire una IAD: un’ impresa alimentare domestica proprio tra le mura di casa. « Le mie competenze legali mi hanno aiutato a capire che è possibile produrre anche in un ambiente domestico. Ovviamente occorre rispettare delle condizioni – bisogna avere un bagno, un locale adibito a spogliatoio, essere in regola con l’ HACCP e altre norme che variano da regione a regione – e anche i macchinari devono essere ad uso domestico; però nel complesso la IAD è un’ ottima soluzione per chi desidera partire con una propria attività senza affrontare un ingente investimento iniziale » Nel microlaboratorio allestito nella sua camera, Giulia arriva a produrre fino a 50 kg di pane al giorno, distribuiti inizialmente tramite locali di amici e, in breve tempo, anche nei ristoranti della zona.
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