IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 66

i Golen non erano riusciti ad incontrare, giacevano i cadaveri della Regina di Tartesso e la principessa spaventosamente mutilati: di quel quadro risultava evidente che Bera e Birsa avevano sottomesso ad un crudele tormento le valenti Iniziate con l'obiettivo di obbligarle a confessare la chiave dell'entrata segreta; ed era innegabile che esse avevano preferito morire con Onore piuttosto che tradire la missione familiare ed il Patto di Sangue; avevano così resistito prima alla pressione magica dell'incantesimo dei Golen, con Volontà d'acciaio, e poi alla tortura fisica, alla Prova del Dolore. Allora, sicuramente al comprendere il fallimento dei loro piani e temendo uno scontro con gli Uomini di Pietra, gli Immortali si sbrigarono ad assassinarle ed a partire verso l'Isola Bianca, non senza lasciare dietro di loro un’inequivocabile segnale della loro presenza infernale: prima di andarsene, tolsero lo scalpo ai due cadaveri e si portarono via la totalità dei capelli, le due trecce tinte con calce che le Vraya, come tutte le Iniziate consacrate a Io-a, ostentavano fino alle caviglie. E con il sangue che scorreva dai teschi spogliati, scrissero in lingua fenicia su una rocca qualcosa come: il castigo per coloro che offendano Yah verrà dal Cinghiale. Senza dubbio un'altra delle loro profezie maledette. Undicesimo Giorno Così, caro dottor Siegnagel, scomparve per sempre il Regno di Tartesso. Il Generale Barca rappresentò nuovamente il Mito del Perseo argivo, nel tagliare la Testa di Medusa, e anche quello di Eracle Melqart, nel vincere il triplo popolo dei Gerioni. Nonostante tutto, anche se di Tartesso non rimase una sola pietra in piedi, il Bosco Sacro si trasformò in cenere, e la scultura di Pyrena fu demolita per ordine di Amilcare Barca, la profezia Golen non venne compiuta visto che la Pietra di Venus, l'Occhio unico delle Vraya, non poté essere rubato da Bera e Birsa. Questo dimostra che sebbene sia certo che gli argomenti mitici si possono sviluppare molte volte sulla Terra, la loro ripetizione non sempre è identica e possono perfino profilare più di una sorpresa a coloro che lo abbiano propiziato. In quest'occasione non solo fallì la profezia, al rimanere in salvo la Spada Saggia, ma neanche la sentenza di sterminio che pesava sulla Casa di Tharsis fu portata a termine. Nel Mito argivo, quando Perseo pianta la falce nel collo di Medusa, dalla ferita sorgono due esseri straordinari: Crisaore e Pegaso. D'accordo con il Mito, solo Poseidone, il Re di Atlantide e dio del Mare occidentale, ebbe il coraggio amare Medusa, con la quale generò due figli, Crisaore e Pegaso, i quali sarebbero nati dalla ferita inflitta da Perseo. Crisaore sarebbe stato un gigante destinato a sposare Calliroe (Kalibur), una "Figlia del Mare", dall'unione sarebbe nato il Gigante triplo Gerione. Credo, dottor Siegnagel, che l'ultima manifestazione del Mito, concretizzata nel dramma di Tartesso, avrebbe determinato la sua ripetizione fino nei minimi dettagli, nonostante non si fosse compiuta, felicemente, la profezia dei Golen. Credo, per esempio, che effettivamente dal collo tagliato di Medusa, dalle rovine di Tartesso, nacque Crisaore, il gigante Figlio di Poseidone: questo fu, senza dubbio, Lito di Tharsis, che, come vedrete più avanti, sposò una Figlia del Mare, una principessa d'America, "all'altro lato del Mare Occidentale"; Crisaore sarebbe nato armato con una