IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 356
Spagna intera, cieca come Perseo, si preparava a gettarsi sul triplo collo di Medusa. Li
sconfisse un uomo che sottovalutarono fin dall'inizio, un uomo che, ironicamente, non
nascose mai troppo le sue intenzioni, un uomo, dottor Siegnagel, che firmava S.A.M., cioè
Samekh, Aleph e Mem, le iniziali di Quiblòn che significano "S"hekhinah, "A"vir, e
"M"etatron, il triplice principio immanente dell’Albero Cabalistico Rimmon. Osservate, Dr.
Siegnagel, il fac-simile della firma di Colombo, che accludo, e vedrete che sulla sinistra c'è
un monogramma formato dalle lettere ebraiche Beth e He, iniziali del saluto tradizionale
Borush Hasheim, e poi S.A.M., in colonna verticale.
I punti corrispondono ad un'indicazione in aramaico di "parola", e le lettere
rimanenti completano una "tavola magica", o Kadisch, che può essere letta in diverse
direzioni, secondo le forme cabalistiche: la "S", su entrambi i lati del "A", vogliono dire
"Shaddai"; la "Y" è l'iniziale di YHVH; e la "X" significa "Cristo", che era sinonimo di
Messia tra gli ebrei spagnoli. Nell'ultima riga, molto chiara, si legge "Cristo Ferens" che
non significa "Cristoforo", come affermano i Golen, ma "Erede del Messia", poiché ferens
era equivalente all'eredità nel Medioevo. Quelle iniziali S.A.M., di Quiblòn, si trovavano
anche sul mantello della Vergine del Nastro, secondo le istruzioni che Bera e Birsa
diedero ai quattro Sacerdoti, e come possono essere visti oggi nel suo Santuario.
Cinquantaseiesimo Giorno
Il terribile inquisitore che era Riccardo di Tharsis era sposato con una dolce
signora che era la nipote del conte di Tarseval, cioè, che era la sua seconda nipote. Da
quell'unione, nacque Lito de Tharsis nel 1502, che il padre pensava di riservare come suo
successore nel compito di sterminare gli ebrei e i Golen spagnoli. A tal fine, fin da giovane,
lo sottopose a una rigorosa istruzione in vari conventi domenicani e nella Facoltà di
Teologia presso l'Università di Salamanca. Qui prese la laurea e il dottorato in
giurisprudenza, laureandosi a diciassette anni ed entrando immediatamente a far parte del
Tribunale dell'Inquisizione.
Durante la sua permanenza all'Università, il giovane Lito aveva mostrato segni di una
ammirevole intelligenza che lo portò persino a superare i suoi stessi professori, ma,
essendo inoltre nobile e umile, ma tale virtù invece di suscitare il risentimento dei suoi pari
e dei suoi superiori, produsse un’ammirazione generale. Ciò che più stupiva tutti era la sua
prodigiosa capacità di assimilare le lingue più disparate: oltre al latino e al greco, e dialetti
spagnoli come castigliano, catalano e basco, parlava fluentemente in arabo, portoghese,
francese e tedesco.
Nel 1522, Riccardo comprendendo che quella predisposizione per la conoscenza
doveva essere diretta, la mandò a Turdes in modo che gli Uomini di Pietra potessero
iniziarlo nella Saggezza Iperborea. I Noyo avevano riportato la Vergine della Grotta nella
Cappella Privata della Casa Signorile, sebbene al Bambino di Pietra ora mancasse la
mano destra, stranamente mutilata nella Notte della Liscivia. Lito di Tharsis, che stando
alle parole degli Uomini di Pietra stava sperimentando la più profonda trasmutazione di cui
esistesse memoria nella Casa di Tharsis, era solito passare tutto il suo tempo libero nella
Cappella, penetrando come nessuno nel Mistero della Vita Increata e della morte Kalibur