IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Página 348

Al dissiparsi il fumo, solo la settima parte della Torre di Nimrod restava ancora in piedi; Shamash continuava il suo viaggio verso l'Occidente e l'albero spinoso e la Porta del Cielo non esistevano più. L'incubo era finito: la Soglia era in salvo, libera di continuare a prestare i suoi servizi alle iniziazioni sinarchiche e i Figli del Sole di Mezzanotte avevano fallito nuovamente. Sarebbe rimasta solo la memoria razziale della grande azione di Nimrod e i resti carbonizzati della sua Torre, come si possono vedere ancora oggi nella Torre di Borsippa, con la sabbia vetrificata dal calore nucleare ancora attaccata, dopo millenni, alle sue mura. E sarebbero rimaste anche le calunnie inventate dai pastori khabiri (habiri) e raccolte dalla tradizione araba ed ebraica. Nel Talmud e in vari scritti rabbinici, parte di questa storia può essere letta, opportunamente modificata. Qui viene menzionata la Torre di Nimrod "da cui i suoi arcieri lanciarono frecce al Cielo", "l'orgoglio luciferico" del Re Cassita, la sua torre "confusa" con quella di Babele, ecc. Sono state trovate anche tavolette d'argilla incise in caratteri cuneiformi, che raccontano più obiettivamente i fatti, e numerosi Kudurru, pietre incise che venivano collocate nei Templi o come limiti territoriali, con riferimenti all'impresa di Nimrod. Forse di tutte le falsificazioni fatte a proposito di questa azione iperborea, la più insidiosa è il riferimento di H.P. Blavatsky nella Dottrina Segreta, dove è scritto che "un'élite di sacerdoti assiro-babilonesi scoprì un modo per sfuggire al Piano di Evoluzione del Logos Solare e abbandonò la Catena Planetaria, insieme alla sua gente, in direzione delle "stelle", dove continua la sua evoluzione". Vale a dire che la menzionata agente della Sinarchia pretende di capitalizzare l'impresa di Nimrod in favore delle teorie sinarchiche. Il resto del popolo Cassita continuò a dominare per un tempo, però alla fine si mescolò con quello dei loro cugini Ittiti, come è già stato detto, "una Razza che perde i suoi Iniziati Cainiti è una Razza morente" e, insieme a Nimrod, se ne andarono per sempre l’Elite di Iniziati Cainiti. Tuttavia, l'espansione della comunità ittita portò ad abitare nuovamente Borsippa, che fu in parte ricostruita, ma nessuno osò toccare le rovine della terribile Torre. In Chang Shambalá la storia di Nimrod è sempre presente e con l’ordine di evitare futuri tentativi di quel tipo molti "inviati" si sono occupati per secoli di eliminare prove a questo riguardo e di confondere sulla metodologia tattica usata nell'attacco. Bera e Birsa sono stati due degli Immortali della Fratellanza Bianca che hanno lavorato di più al riguardo. Tuttavia, diversi popoli iperborei imitarono, in misura maggiore o minore, l'atto di Nimrod: uno di essi era il popolo vichingo della Groenlandia, che "aprì la Porta", chiusa poi da Quiblòn-Colombo. Un altro, più recente, è il popolo tedesco del Terzo Reich che contava sulla Saggezza Iperborea dell'Elite di Iniziati Cainiti dell'Ordine Nero SS, grazie ai quali il Führer di Germania, Avrebbe potuto così, con prospettive di successo, intraprendere la mutazione collettiva della Razza e provare la conquista del Cielo. Ma i risultati di queste nuove gesta iperboree appariranno sicuramente, a coloro che sono sotto gli effetti della Magia Sinarchica, come una "sconfitta". Per concludere questo riassunto della storia di Nimrod dirò che il Re Cassita, il suo coraggioso generale Ninurta, i suoi Iniziati e tutte le persone che morirono a Borsippa, intrapresero il definitivo Ritorno all’Origine guidato dall'indomita Principessa Isa.