IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Página 320

degli uomini è solita dare preminenza in alcune Epoche. Giustamente il potere o la sopravvivenza di una città dipende dalla corretta situazione geografica in cui si costruisca e se, per esempio, città come Roma o Gerusalemme sono durate millenni perché sono posizionate sopra a grandi centri di forza. Migliaia di anni fa, gli incaricati di specificare la posizione di una città da fondare venivano chiamati Cainiti, iniziati sacrificatori che conoscevano la Magia del Sangue Versato. Questi assassini sacri, che erano rabdomanti, cioè "sensibili" alle forze della Terra, dopo aver individuato un vortice adatto fecero il sacrificio umano destinato a "polarizzare" l'energia tellurica e ottenere un fenomeno di "risonanza" con il Sangue de la Razza, così che il luogo diventa un "amico" dei suoi abitanti e un "nemico" dei futuri invasori. Di tali omicidi rituali a scopo di fondazione, ricordiamo ad esempio quello di Romolo che per assicurare l'inviolabilità delle mura di Roma dovette uccidere il suo gemello Remo, ecc. Farò una breve parentesi per consultare la Saggezza Iperborea su alcune linee guida che devono essere prese in considerazione, al fine di interpretare correttamente l'azione di guerra intrapresa dal Re Nimrod. Si può considerare con tutta la proprietà che il potere di un popolo di liberarsi dal giogo satanico della Sinarquia dipende direttamente dalle condizioni esoterico-iperboree dei suoi Iniziati. Se ci sono uomini risvegliati, sufficientemente capaci da localizzare le correnti e i vortici di energia tellurica, e non disprezzano il combattimento che inevitabilmente porta questa "presa di posizione", allora la Razza è sulla via della mutazione, è diventata un "cerchio" chiuso "iperboreo". Per ragioni di purezza del sangue sono sempre le popolazioni chiamate "barbari" che sono più vicine a questa prassi iperborea; ma quegli stessi popoli, man mano che diventano civilizzati o sinarchizzati, perdono potenza e, quindi, la loro possibilità di mutazione si indebolisce. La purezza razziale iperborea di un popolo viene valutata sulla capacità dei suoi uomini di risvegliare la Memoria del Sangue. La potenza razziale iperborea di un popolo è la sua capacità di opposizione alla realtà illusoria del mondo materiale. Significa prendere parte attiva alla Guerra Essenziale e, quindi, supporre una concezione strategica iperborea. La potenza viene quindi valutata dalla chiarezza dei fini e degli obiettivi strategici che gli uomini sono in grado di formulare e dai passi effettivi fatti in quella direzione. Il risultato dell'azione non è mai qualificato da alcuna linea guida materiale; più ancora: l'azione non si qualifica mai,in assoluto. Per la Saggezza Iperborea, ciò che conta è la Strategia; questo è: la chiarezza delle mete e obiettivi e il modo per ottenerli, cioè la potenza. In ogni caso, l'azione qualifica se stessa, indipendentemente dai "risultati". Il "successo" o il "fallimento" di un'azione non ha significato nella Strategia Iperborea perché tali parole si riferiscono a concetti elaborati con una percezione errata del Mondo, di Maya, l'Illusione. Può illustrare questo un’antica sentenza iperborea che dice: "per i Guerrieri Saggi ogni guerra perduta sulla Terra è una guerra vinta in altri Cieli". Ritornando al concetto iperboreo della potenza razziale, posso dire che, in generale, un popolo potente è quello che, avendo identificato il Nemico, passa all’azione di guerra nel quadro di una "Strategia Iperborea". E, in particolare, che un popolo di grande potenza è capace di varcare la soglia e trasferire il teatro delle operazioni sul piano degli Immortali. Ci sono molti modi per varcare la soglia. Gli uomini dormienti, gli "Iniziati" nel satanismo sinarchico, per esempio, lo fanno durante la loro "Morte Rituale", strisciando in modo abietto davanti ai sinistri "Guardiani della Soglia", a volte chiamati "Guardiani",