IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Seite 317

Dietro a tutte queste persecuzioni spagnole contro il Popolo Eletto, naturalmente, si trovava la Casa di Tharsis, che cercava di fermare l'arrivo del Quiblòn. Ma un obiettivo del genere, come suggerito dal Capitan Kiev, sarebbe stato molto difficile da realizzare: nel 1484 il Grande Mago Ebraico era già in Spagna e nel 1492 avrebbe consacrato le "nuove terre dell'India", abitate da tre popoli "sacrificabili", alla "Gloria del Dio Jehovà". Quiblòn era un ebreo convertito oriundo dalla Galizia, che nel Medioevo erano conosciuti come i Ginovesi. Fu segretamente educato come Rabbi e Cabalista. Per favorire la sua Alta Missione, fu in seguito inventata una storia apocrifa, oscurando tutti i dati che permettevano di conoscere la sua origine e cancellando gli indizi dei suoi passi. Di questo si sarebbero occupati nei secoli successivi i suoi fratelli di Razza. Come richiede la Cabala per colui che deve ricevere dalla Shekhinah la Voce di Metatron, il Rabbino avrebbe dovuto possedere Settanta Nomi; ne conosciamo solo alcuni: Scolnus, Scolvus, Scolvo, Skolvus, Skolvo, Kolonus, Scolom, Skolum, Colum, Colom, Colombo, Colòn, ecc. Cioè, mi riferisco a Cristoforo Colombo o Cristóbal Colón, il famoso ammiraglio meglio conosciuto per la "scoperta" del continente americano che per le sue attività esoteriche. Il Quiblòn giunse ad adempiere le profezie di Bera e Birsa, per offrire l'Olocausto d'Acqua, Mem, a YHVH Sebaoth; e per questo si era preparato durante molti anni e aveva passato molte prove definitive. In particolare, Quiblòn dovette dar mostra del suo dominio per aprire le Porte del Paradiso e chiudere le Porte dell'Inferno. Quest'ultima prova la dimostrò nel 1477, quando si recò in Groenlandia come pilota di un’Armata danese per chiudere le porte di Thule. È conveniente riferirsi a questa operazione di Alta Magia per comprendere le sue azioni successive. Tutto inizia con un fatto inspiegabile e inquietante accaduto nel XIV secolo: la popolazione vichinga della Groenlandia, circa diecimila persone nel XIII secolo, scompare senza lasciare traccia nel secolo seguente. Per capire l’accaduto, bisogna risalire al X secolo, Epoca in cui i Golen cattolici controllavano i Normanni e avanzano verso il Nord Europa, sottomettendo a fuoco e sangue i popoli barbarici e pagani della Danimarca, Svezia e Norvegia. È allora che una delle ultime Pietre di Venere che era in potere dei popoli del Patto di Sangue viene trasportata in Groenlandia. Erik il Rosso lo fa, un Guerriero Saggio dal singolare valore, la cui determinazione lo conduce all'impossibilità di tornare in patria: sarebbe lui a dare il nome attuale, Terra Verde, all'isola congelata nell'anno 986. E la sua famiglia avrebbe formato una Stirpe di molti Noyo e Vraya che si sarebbero occupati della Pietra nei secoli successivi, quando si sarebbero ripristinati i rapporti culturali con i popoli europei. Quei rapporti avrebbero attirato missionari cattolici negli insediamenti vichinghi, ma la Pietra non sarebbe mai caduta nelle mani dei Golen poiché i Custodi l’avrebbero nascosta nelle regioni estremamente accidentate del nord- ovest della Groenlandia. Nel 999, Leif Eriksson porta il primo prete cattolico, seguito da molti altri nei viaggi successivi; nonostante, la resistenza dei Norvegesi al Patto Culturale si sarebbe esteso per tutto il secolo XI. In ogni caso, la prospera colonia di Erik il Rosso, con oltre 200 fattorie, aveva già 12 chiese e due conventi nel 1124. Papa Pasquale II nomina il primo Vescovo, Erik Gnupsson nel 1121, a cui ne succedono altri sedici fino al 1409. Nel 1290, il primo Domini Canis, Thor Bjorn, arriva sull'isola e si occupa di combattere i Golen e chiama un membro della Casa di Tharsis in suo aiuto. Si fonda così il famoso monastero di Nostra Signora di Thule a Gardhar, dove si scrissero due poemi degli Edda, Atlakvidha e Atlanmal. A Gardhar, precisamente, esisteva il monastero Golen di San Bernardo. E in