IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 251
erano molte e varie, ma sottolienavano l'eresia per ottener l'intervento del Tribunale
dell'Inquisizione che in Francia era presieduto da William Imbert di Parigi. Si vide ben
presto il successo strategico dei Domini Canis: mentre il Gran Maestro riceveva le
richieste dei Cavalieri di resistere all'arresto, ed era in dubbio sull'atteggiamento da
prendere, Guglielmo di Plasian gli recapitava un messaggio in cui il Papa garantiva il suo
aiuto e gli consigliava di rinunciare a difendere l'Ordine e di sottomettersi alla sua volontà.
E fu così che il Gran Maestro dette l’ordine di arrendersi a tutti i Cavalieri, e lui stesso si
affidò all'intervento papale. Inoltre, secondo quanto credevano i Golen, aveva ancora
abbastanza peso dentro l’Ordine dei Predicatori Domenicani.
Filippo il Bello non perde tempo: senza resistenza, le sue truppe occupano tutte le
proprietà dei Templari. Il terrore si diffonde nell'Ordine nemico; centinaia di cavalieri e
monaci sono imprigionati. Per questa ferma procedura, nessuno mette in dubbio la gravità
dell'accusa e ben presto sono raccolti sufficienti testimoni e prove per assicurarne la
liquidazione. Oltre all'Inquisizione, Filippo il Bello chiama i Consigli Provinciali, l'Università
di Parigi e gli Stati Generali per giudicare l'Ordine. Così, con l’emergere dal buio della sua
diabolica fondazione, tutto il popolo di Francia avrebbero assistito alla mostra della
filosofia segreta dei Templari e avrebbe conosciuto i loro costumi depravati. Questo è
quello che successe durante i tre anni del processo pubblico, quando lo stupore, il
disgusto e l'orrore dei francesi non conobbe limiti. Ma la cosa più sorprendente fu che
durante quel periodo i Templari continuarono a credere che un atto salvatore del Papa li
avrebbe liberati dalla condanna.
Nel processo si riesce a dimostrare che i Templari professavano le seguenti idee e
costumi: I – Gli alti dignitari dell'Ordine ritenevano che Cristo, che misteriosamente
chiamato Navutan , era un impostore e non il vero Dio; II - Cristo non fu crocefisso per la
redenzione della razza umana; III - La croce non sarebbe, quindi, lo strumento della sua
passione, ma una creazione di Cristo Navutan stesso, che avrebbe chiamato Vruna; IV-
Tutti i cavalieri, qualunque fosse il loro stato o grado, dovevano sputare periodicamente su
quel simbolo del male, al fine di fare ammenda con il Dio creatore: quindi si riuscì a
provare che, almeno una volta, tutti i Templari aveva sputato sul crocefisso. V - Di
conseguenza, rinnegavano la Santa Vergine; VI - Officiavano la messa secondo un
canone proprio e in una lingua strana, che in seguito si rivelò essere l’ebraico; VII -
Adoravano un idolo ermafrodita con fazioni spaventose al quale si riferivano con il
soprannome di Baphomet o Bafoel ma il cui nome, che mai pronunciavano senza
impallidire, era Bera; VIII - Pretendevano che quell’idolo rappresentasse un Dio più
potente di Cristo, il quale, a differenza del Messia, si manifestava più frequentemente tra
gli uomini; IX- Sostenevano che quell’abominevole Demonio gli aveva imposto, fin dai
tempi di San Bernardo, l'obbligo di praticare la sodomia, vizio al quale si erano abituati e
costituiva un'abitudine naturale tra i superiori dell'Ordine; X- Il Gran Maestro e i Gran Priori
o Precettori, realizzavano una cerimonia segreta in cui offrivano sacrifici umani a
Baphomet, soprattutto bambini; XI - Il rituale richiedeva l'incenerimento della vittima in una
fornace preparata a tale scopo; XII - Con le ceneri calcinate i Templari elaboravano una