IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | 页面 248
cosa che faceva anche la Banca dei Templari. E i membri del Popolo Eletto si contavano
tra i principali sostenitori all’interno delle compagnie e dei capitali stranieri: molti di loro
avevano legami familiari con i banchieri ebrei di Venezia o Milano, o con i proprietari di
grandi imprese, mentre altri tradivano la Nazione francese per puro amore del profitto.
Filippo IV sarebbe stato inflessibile con tali parassiti: alcuni, li colpì con la semplice
espropriazione, perché abitavano in altri paesi; ma ad altri, dopo l’esproprio, li espulse dal
Regno, poiché mancavano delle virtù etiche necessarie per meritare il diritto di soggiorno.
Tornando ai Templari, spero che ora, alla luce del loro smisurato patrimonio
territoriale e produttivo, si abbia una visione più realistica circa il perché il Re di Francia e
Clemente V dovevano trattare con molta cautela la questione dell'Ordine dei Templari.
Quelle 90.000 concessioni, per continuare con l'esempio, erano amministrate da 30.000
monaci, tremila Cavalieri e duecentosettantamila laici, che rappresentavano una
potenziale forza di combattimento ben al di sopra dell'esercito nazionale di Filippo il Bello:
una reazione militare dei Templari difficilmente sarebbe stata contenuta in Francia se non
al prezzo di pesanti perdite nell'esercito nazionale, un fatto che avrebbe potuto
determinare la fine della Strategia Iperborea della Nazione Mistica e la rinascita della
teocrazia papale; avrebbero potuto, allora, nonostante tutto, trionfare i piani della
Fratellanza Bianca. Inoltre, basti ricordare quanto è stato detto il Diciottesimo Giorno sul
potere finanziario dell'Ordine per capire che se in ciascuna delle 90.000 concessioni si
potevano ottenere soldi in prestito, depositarlo, o girarlo a una qualunque delle altre, si era
in presenza della più formidabile rete bancaria del mondo, paragonabile solo, ma non
superata in volume di infrastrutture, alle moderne corporazioni finanziarie ebraiche di
Roquefeller, Rotschild, Kuhn Loeb, o di altri benefattori del genere umano. Sarà facile
dedurre che tale organizzazione doveva contare con una fitta rete di spie, dedicata a
ottenere le informazioni economiche e politiche necessarie per dirigere la gestione degli
affari. Si comprenderà, così, che la più piccola filtrazione dei progetti disegnati da Filippo il
Bello e Clemente V poteva raggiungere in breve tempo le orecchie del Gran Maestro e lo
Stato Maggiore Golen e quindi causare allarme. Una strategia migliore sarebbe stata
quella di esporre altre preoccupazioni come argomenti dell'intervista: una discussione
sulla questione delle rendite ecclesiastiche, per esempio; o la situazione del cristianesimo
in Oriente; o l'atteggiamento del Re d'Inghilterra, ecc. Ma il vero e segreto motivo
dell'intervista di Poitiers, come la storia si incaricò di dimostrare, fu di proiettare la strategia
che avrebbe permesso di estinguere l’Ordine dei Cavalieri Templari e smantellare la loro
gigantesca infrastruttura.
Quarantaduesimo Giorno
Tutti i presenti a Poitiers, i Signori del Cane Guglielmo Plasian, Guglielmo di