IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 245

Gaillard de Got, fratello del Papa, moriva assassinato. Filippo IV giurò quindi di ottenere Lione per la sua Casa, cosa che fece nel 1307, e di liberarla dai Golen. Clemente V, nel frattempo, annunciò che sarebbe andato a Bordeaux per riordinare e consegnare l'Arcivescovato, ma giunse di sorpresa a Cluny, dove procedette a sequestrare l'oro; per valutare il dolore, che quell'improvvisa vendetta avrebbe causato ai Golen, basti pensare che la raccolta dell'oro richiese cinque giorni a causa della sua straordinaria quantità. Tuttavia, Clemente V non fuggì da Lione, ma, tornato, impostò lì la sua residenza, dove rimase fino al 1309, quando si trasferì al Palazzo fortificato di Avignone, di proprietà della Chiesa. In conclusione, Dr. Siegnagel, la Saggezza Iperborea suggerisce di prestare attenzione a Lione, soprattutto oggi, così come Il Popolo Eletto si propone di far sentire la sua voce da Gerusalemme, quando l'opera nefasta della Sinarchia sia compiuta, allo stesso modo i Golen si proposero in quel momento di far sentire la loro voce da Lione. Logicamente, Clemente V dovette simulare una sorta di indipendenza iniziale dal Re di Francia per evitare una reazione disperata dei Golen. A tal fine egli finse di essere affezionato ai lussi e ai piaceri mondani e visse anche in concubinato con la Contessa di Perigord, figlia del Conte di Foix, che non era altri che un’Iniziata catara che faceva da collegamento con il Domini Canis de Tolosa. L'esibizione di tali presunte debolezze rassicurò, fino a che non fu troppo tardi, i Golen. Tuttavia, la fedeltà di Clemente V al Circulus Domini Canis, e il suo Onore indistruttibile, possono essere verificati osservando, non la sua condotta personale, ma il modo in cui realizzò la missione. Per citare alcuni dei suoi decreti più importanti cominciamo ricordando, ad esempio, che nel 1306 confermò la legge di Filippo IV con la quale, in un giorno, furono espropriati tutti i beni degli ebrei e obbligasti questi, pena l'esecuzione, a lasciare la Francia in pochissimo tempo. Secondo una bolla, i Colonna tornavano a essere cattolici e i loro titoli e proprietà gli furono restituiti; secondo un'altra bolla, la Chiesa si impegnava a non ricevere un solo Luis (moneta francese) dal Regno di Francia negli anni seguenti. Per richiesta di Filippo il Bello i suoi legali gestirono un processo ecclesiastico post-mortem a Bonifacio VIII, che fu approvato da Clemente V; alla fine del processo, il Papa emise la bolla Rex Gloriae nel mese di Aprile del 1311, dove se ne riassumono le conclusioni: nella bolla, res visenda, si ordina che tutte le bolle di Bonifacio VIII contro Filippo IV siano pubblicamente bruciate; Filippo IV era innocente e "cattolico fedelissimo"; come erano innocenti anche Nogaret, Sciarra e Charles dell'attacco di Anagni; Bonifacio VIII, d'altra parte, non fu dichiarato eretico ma colpevole di obstinatio extrema. E aggiungiamo che nel corso del suo pontificato aveva finito per impossessarsi della maggior parte dell'oro accumulato dagli Ordini Benedettini, fingendo sempre un insaziabile ambizione, e fece orecchie da mercante alle richieste dei banchieri lombardi, vittime di una legge di espropriazione confiscava le loro proprietà in Francia. È evidente, quindi, che Clemente V realizzò tutti gli obiettivi della sua missione o fornì i mezzi legali per la loro realizzazione. Proprio in un'intervista a Poitiers, nel 1306,