IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 235
testimonia la verità, il potere spirituale deve istituire e giudicare il potere terreno, se
questo non è adeguatamente esercitato". "Pertanto, se il potere terreno sbaglia, può
essere giudicato dal potere superiore; ma se, in verità, il potere supremo fallisce,
può essere giudicato solo da Dio, non da uomo alcuno."
Vale a dire, che tutte le accuse contro Bonifacio VIII presentate durante
l'Assemblea degli Stati Generali, e trascritte nelle lettere ai Cardinali, sono carenti di valore
perché provengono da coloro che non hanno la capacità spirituale per giudicare le azioni
del Papa: solo Dio può farlo. E credere il contrario è eresia manifesta: "Perciò chiunque
si opponga a questo potere ordinato da Dio, resista la legge di Dio, a meno che
pretenda l'esistenza di due principi, come i manichei ... Pertanto dichiariamo,
diciamo e definiamo che è del tutto necessario per la salvezza, che tutte le creature
umane siano soggette al Sommo Pontefice Romano " (“Porro Subesse Romano
Pontifici, omni humanae creaturae declaramus, decimus et diffinimus omnino esse,
de necessitate salutis”). Il guanto fu gettato in faccia al Re di Francia; e l'intenzione di
scomunicarlo si avvertiva chiaramente nelle parole della bolla.
Nei quattro mesi successivi, Filippo il Bello e i Domini Canis celebrarono diversi
incontri segreti. Il prestigio di Bonifacio VIII è caduto più in basso che mai in Francia, dopo
la bolla Unam Sanctam: è il momento, propongono i Signori del Cane, di deporre il Papa;
una volta decapitato il Dragone Golen, sarà più facile massacrare il suo corpo. Tuttavia
l'argomento dell’illegittimità del suo ufficio non conta con il sostegno unanime
dell’Università di Parigi, requisito necessario per sostenere la richiesta o l'imposizione di
una nuova elezione papale. Guadagna forza, invece, l'idea di presentare un'accusa di
eresia, che, secondo il Diritto Canonico, è motivo di destituzione del Papa e ha
antecedenti storici. Certo, per dimostrare tale accusa e derivarne la sostituzione del Papa,
sarebbe stata necessaria l’autorità del Concilio generale. Felipe IV si dispone quindi a
forzare la convocazione di un Concilio per giudicare il comportamento "eretico" del Papa:
spera di far valere, lì, il numero dei suoi vescovi nazionali. I Signori del Cane lo
accompagneranno orchestrando una campagna di denunce di eresia contro Bonifacio VIII,
come un modo di influire moralmente sui Vescovi e, anche, sui Nobili e sulle Città.
Guglielmo di Nogaret e Guglielmo di Plasian, si offrono di officiare come accusatori,
essendo stato eletto il primo per svolgere una missione segreta in Italia, cosa che non gli
avrebbe impedito di iniziare la campagna di accuse "pregando pubblicamente il Re di
difendere i cristiani dalla malvagità di Bonifacio VIII", e il secondo per accusare
pubblicamente il Papa.
Il 12 marzo 1303, Guglielmo di Nogaret, davanti al Consiglio dei Ministri del Re,
legge e firma un manifesto, che viene poi copiato e pubblicato in tutto il Regno. Diceva: "Il
glorioso Principe degli Apostoli, il beato Pietro, parlando in nome dello Spirito, ci ha
detto che, come in passato, cosi nei tempi a venire, sorgeranno falsi profeti, che
appanneranno il cammino della verità, e che, nella loro avidità, e attraverso le loro
parole ingannatrici, trafficheranno con noi, seguendo l'esempio di quel Balaam che
si soddisfaceva con la ricompensa dell'ingiustizia. Per imporre la sua punizione e