IL MISTERO DI BELICENA VILLCA - prima parte (ITALIANO) IL MISTERO DI BELICENA VILLCA parte 1 - (ITALIANO) | Page 232
Vescovo, provocò l'ira di Bonifacio VIII. La sua risposta sarebbe stata la bolla Ausculta
Fili, spedita in Francia nel dicembre 1301, insieme ad altre di minore importanza. In essa,
Bonifacio criticava violentemente la riforma giuridica e amministrativa al Re: "Ritornate,
figlio mio amato, al sentiero che conduce a Dio e dal quale voi vi siete allontanato,
sia per colpa vostra o sia per istigazione di cattivi consiglieri. Soprattutto, non vi
lasciate convincere di non avere superiore, e che voi non siete soggetto al Papa,
che è il capo della gerarchia ecclesiastica. Un parere simile è insensato e chiunque
lo incoraggi è un infedele già segregato dal gregge del Buon Pastore." Quei
"consiglieri malevoli", ovviamente, non erano altri che i Domini Canis. Inoltre Bonifacio
affermò che, al fine di prendere in considerazione i disturbi causati dalla cattiva condotta di
Filippo e trovare il giusto rimedio, convocava tutti i Vescovi a un Concilio nel
novembre del 1302 a Roma: nel corso del quale, il Re, chi fu invitato a comparire,
sarebbe stato giudicato per i suoi "crimini" e chiamato alla correzione. Filippo IV,
naturalmente, non solo che non si sarebbe presentato, ma avrebbe vietato ai Vescovi di
lasciare la Francia senza il suo consenso.
I "crimini" che si addebitarono al Re nell’Ausculta Fili oggi ci sembrerebbero
perfettamente sovrani: fu accusato di aver "cambiato il sistema monetario"; di "creare
tasse fino a quel momento sconosciute"; di "tassare le rendite che la Chiesa di Francia
inviava a Roma"; "di imporre confini nazionali ai suoi sudditi"; eccetera. Copie di queste
bolle furono lette e bruciate pubblicamente in tutta la Francia, generando un movimento
popolare di indignazione contro il dispotismo teocratico del Papa.
Come ho anticipato, Dott. Siegnagel, con l’Ausculta Fili si presentò l'opportunità di
esibire la Nazione Mistica, con quella nuova struttura dello Stato che avevano
pazientemente creato i giuristi del Domini Canis. Questa dimostrazione ebbe luogo
esattamente il 10 aprile 1302, nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi, e può essere
considerata la prima Costituzione del moderno Stato francese. I rappresentanti di tutte le
province francesi si riunirono lì, per questo motivo il congresso fu chiamato "degli Stati
Generali". Ma ciò che era veramente nuovo consisteva nei Tre Ordini che componevano
l'Assemblea; cioè i rappresentanti della Nobiltà, del Clero e delle Città. Quest'ultimo,
presente per la prima volta in un Consiglio presieduto dal Re. Dobbiamo situarci in quel
momento del XIV secolo per apprezzare, nella sua vera dimensione, l'innovazione che
significava riunire rappresentanti della classe plebea insieme a Nobili ed Ecclesiastici; e
questo non come un "diritto democratico", strappato con la forza a Tiranni sanguinari o Re
deboli, ma come vero riconoscimento reale che il popolo partecipa alla sovranità, come
afferma la Sapienza Iperborea. Naturalmente, nel terzo Ordine, erano rappresentati i
diversi strati che costituivano il popolo della Nazione Mistica: principalmente la nuova e
fiorente borghesia, composta da commercianti, mercanti e piccoli proprietari terrieri; le
corporazioni di artigiani e costruttori; i contadini liberi, ecc.
Il merito speciale nell'organizzazione di quella prima Assemblea dei Tre Ordini era
da attribuire ai Signori del Cane, in particolare ai tre nominati, Pierre Flotte, Robert de