Il Giornale dell'Installatore Elettrico, Lug/Ago 2024 | Page 21

FOCUS 21 alternata o a 120 V se a corrente continua ( non ondulata ). - sistemi di I categoria , quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a 1.000 V se a corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1.500 V se a corrente continua . - sistemi di II categoria , quelli a tensione nominale oltre 1.000 V se a corrente alternata o oltre 1.500 V se a corrente continua , fino a 35.000 V compresi . - sistemi di III categoria , quelli a tensione nominale maggiore di 35.000 V .
È inoltre necessario richiamare le definizioni che riguardano le parti di impianti interessate a questo tipo di rischio e il rischio stesso .
23.2 Massa Parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie ma che può andare in tensione in condizioni di guasto .
Di conseguenza quell ’ elemento conduttore che la norma definisce “ parte intermedia ” può non essere collegata all ’ impianto di terra .
23.3 Massa estranea Parte conduttrice non facente parte dell ’ impianto elettrico , in grado di introdurre un potenziale , generalmente il potenziale di terra .
La Norma CEI 64-8 al commento del punto 23.3 fornisce alcuni esempi , come le condutture metalliche che sono utilizzate per il trasporto dell ’ acqua e del gas oppure le tubazioni che costituiscono l ’ impianto di riscaldamento . Inoltre possono essere considerate masse estranee le parti metalliche strutturali degli edifici . Il criterio generale , enunciato per definire la massa estranea , è quello di considerare tali quelle tubazioni o quelle parti
Figura 1 . La parte metallica che sorregge l ’ interruttore all ’ interno del quadro non è una massa perché , prima che possa essere toccata , la custodia del quadro deve essere rimossa con un attrezzo
Figura 2 . Esempio di massa : lampada con tubo metallico con conduttori in semplice isolamento
metalliche che presentino una resistenza verso terra inferiore ai 1.000 Ohm in condizioni ordinarie e 200 Ohm in condizioni particolari ( locali medici , cantieri edili e locali ad uso agricolo e zootecnico ). I limiti sono gli stessi presi come riferimento nella costruzione delle curve di sicurezza tensione tempo nel testo della norma CEI 64-18 .. Un elemento metallico che non fa parte dell ’ impianto elettrico ma è presente e accessibile nella stessa area può introdurre un potenziale pericoloso . Per evitarlo è sufficiente che l ’ elemento in questione sia reso equipotenziale alle masse mediante un collegamento all ’ impianto di terra dell ’ impianto elettrico . Esistono due grandi famiglie di sistemi di protezione che riguardano la protezione in caso di guasto : con interruzione automatica dell ’ alimentazione e senza interruzione della alimentazione . La prima si basa sul principio dell ’ eliminazione del guasto mediante l ’ intervento di dispositivi automatici che intervengono in tempi tali da ridurre il pericolo per la persona . La loro rapidità di intervento fa si che una persona possa essere attraversata da corrente per un tempo tale da non fare insorgere effetti nocivi irreversibili . In questo modo non si lavora sulla riduzione della probabilità che accada un evento sfavorevole , ma sull ’ attenuazione dell ’ effetto ( riduzione del danno ). Tra i dispositivi più usati a tale scopo ci sono gli interruttori differenziali che assicurano tempi di intervento dell ’ ordine di grandezza della decina di millisecondi . La seconda famiglia che non prevede l ’ interruzione dell ’ alimentazione si basa invece sulla riduzione della probabilità che la persona possa essere attraversata da una corrente pericolosa , obiettivo che può essere raggiunto diminuendo la possibilità che una massa assuma un potenziale pericoloso o addirittura eliminando le masse .
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