Il Corriere Termo Idro Sanitario Settembre 2026 | Page 38

FORMAZIONE
SETTORE ENERGIA DI CNOS FAP

I tecnici del clima nascono dalla collaborazione

LA FORMAZIONE DEI FUTURI TECNICI HVAC NASCE DALL’ INCONTRO TRA SCUOLA E IMPRESA. SIMONE CONTRO, RESPONSABILE DEL SETTORE ENERGIA DI CNOS FAP, RACCONTA UN MODELLO FONDATO SU LABORATORI, AGGIORNAMENTO CONTINUO E ATTENZIONE ALLA PERSONA, PER PREPARARE PROFESSIONISTI PRONTI ALLE SFIDE DELLA CLIMATIZZAZIONE E DELLA REFRIGERAZIONE
Andrea Zelaschi
CNOS FAP

Formare tecnici e persone

CNOS FAP, la rete formativa dei Salesiani, investe da anni nella preparazione dei futuri tecnici della climatizzazione e della refrigerazione attraverso un modello che unisce teoria, laboratori e stretto dialogo con le aziende. Come spiega Simone Contro( nella foto in alto a destra), responsabile del Settore Energia, il contributo di produttori e installatori è determinante sia nell’ aggiornamento dei docenti sia nella dotazione di attrezzature e sistemi reali per la formazione. L’ interesse dei giovani resta elevato grazie a un approccio concreto che dedica molte ore alle esercitazioni pratiche, favorendo un rapido inserimento nel mondo del lavoro. Le aziende apprezzano infatti studenti che arrivano con competenze tecniche già consolidate e una buona conoscenza delle attività operative. Rimane aperto il tema della certificazione F-Gas, oggi non conseguibile durante i percorsi scolastici. Per CNOS FAP, tuttavia, la vera sfida non è solo formare tecnici competenti, ma persone capaci di crescere professionalmente e relazionarsi con clienti e colleghi. Un investimento umano che, secondo Contro, rappresenta un valore strategico sia per i giovani sia per le aziende che vogliono attrarre e trattenere talenti.

Sì, i tecnici del clima nascono dalla collaborazione, e dalla qualità del progetto, senza se e senza ma. I punti fondativi della creazione di professionalità sono molto chiari per Simone Contro, Responsabile del Settore Energia di CNOS FAP, la realtà formativa che costituisce uno dei grandi ambiti di operatività dell’ Opera Salesiani. Una struttura di formazione che opera sul territorio nazionale e che ha da anni aperto un’ attenzione dedicata al settore termotecnico arrivando a specializzarlo ulteriormente anche nell’ ambito della refrigerazione.“ La nostra rete di istituti professionali è sempre molto attenta a rendere concreto attraverso un sistema laboratoriale il percorso formativo. Sappiamo benissimo che il futuro è legato alla climatizzazione e alla refrigerazione e quindi ormai da qualche anno ci stiamo allineando a questo trend. Ciò ha portato ad eseguire in laboratorio le classiche installazioni di climatizzazione monosplit piuttosto che multisplit partendo sempre dalla conoscenza del circuito frigorifero. Ora però è arrivato il momento di alzare l’ asticella andando ad approfondire anche il discorso refrigerazione”.

Avete trovato collaborazione nel mondo delle imprese, sia produttrici sia installatrici, in questo progetto?“ Per i coordinatori di area così come per i formatori nelle sedi attive il confronto con le aziende è all’ ordine del giorno. Tutti siamo d’ accordo sulla linea da seguire e c’ è il supporto sostanziale delle aziende nella formazione. non solo da parte di installatori ma anche da parte di aziende produttrici, con un aggiornamento professionale dei nostri formatori che è più che necessario, è imprescindibile, ma anche con l’ aiuto costituito da dotazioni dedicate, par-
tendo dalle classiche pompe di calore piuttosto che con banchetti frigoriferi dedicati”.
Che ricezione c’ è da parte dei ragazzi di questa offerta formativa?“ Noi stiamo inserendo le nozioni di base a partire dal secondo / terzo anno dei percorsi IeFP, per approfondire le tematiche nei quarti anni professionali, senza escludere in alcuni CFP corsi IFTS dedicati; i ragazzi al terzo anno cominciano già a“ masticare” di circuito frigorifero e la loro risposta a questi stimoli è più che positiva: sicuramente la climatizzazione residenziale è quella che va per la maggiore però una volta superato questo step iniziale le uniche difficoltà sono rappresentate dai contenuti più tecnici, ma questo ovviamente è anche dovuto alla crescita dei ragazzi e al fatto di rendere accattivante il tema catturando la loro attenzione”.
Questa positività da parte dei ragazzi che vogliono inserirsi in ambienti professionali HVAC è particolarmente significativa: sembra di capire che“ riempiate le classi”…“ Effettivamente sì, anche a dispetto insomma del calo demografico, in tutti i centri abbiamo corsi con un numero di allievi importante. Ma la constatazione più forte da parte nostra è che i ragazzi sono sempre interessati alla parte laboratoriale, perché il nostro modello prevede obbligatoriamente che svolgiamo una parte di formazione tecnica di aula importante, come in tutti gli istituti professionali e superiori, ma abbiamo, ed è questo il nostro fiore all’ occhiello, una quindicina di ore di laboratorio a settimana che ci permettono di applicare quello che vediamo in aula direttamente coi ragazzi durante le esercitazioni pratiche. Don Bosco diceva che i nostri ragazzi hanno l’ intelligenza delle mani
e abbiamo davvero la piacevole sensazione che questo messaggio continui ad essere valido ed efficace ancora oggi”.
La pratica operativa è una risorsa chiave per l’ inserimento nelle aziende, sia nella forma dell’ apprendistato sia per l’ eventuale inserimento stabile: i ragazzi trasformano questa“ intelligenza delle mani” in professionalità e si mettono nelle condizioni di essere risorse importanti per le aziende che li accolgono?“ Esatto, le aziende che collaborano con noi, ormai innumerevoli, ci offrono collaborazione anche nell’ allestire i laboratori in linea con le nuove tecnologie e questo incontro genera una reciproca soddisfazione, perché queste aziende hanno capito di poter ricevere risorse sulle quali c’ è già un investimento in vista del futuro. Il nostro impegno ad aggiornarci e a trasmettere l’ attualità della professione fa sì che le aziende ci contattino con intensità e frequenza per chiederci di poter inserire ragazzi validi. Saremmo presuntuosi se dicessimo che il ragazzo esce dai nostri corsi come un lavoratore finito, ma quella che riusciamo a costruire è un’ infarinatura generale importante anche sul fronte pratico che permette all’ azienda di svolgere un ulteriore lavoro di qualificazione costruito su basi solide e importanti. I ragazzi arrivano in azienda e sanno già ciò che dovranno affrontare e questo è sicuramente un vantaggio a dispetto di chi arriva e manca della sensibilità concreta. È un fattore apprezzato moltissimo dalle aziende e per questo continuiamo a investire sia con risorse interne ma anche grazie alle aziende che credono in quello che facciamo, che credono nella nostra mission”.
Manca però un tassello: non esiste
38 TIS n. 433 SETTEMBRE 2026 I www. infoimpianti. it