SPECIALE
TIS n. 433 SETTEMBRE 2026 I www. infoimpianti. it
SPECIALE
IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
Dalla colonna montante alla pompa di calore smart
NEGLI ULTIMI QUARANT’ ANNI GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO RESIDENZIALI SONO CAMBIATI IN MANIERA RADICALE. L’ EVOLUZIONE NON È STATA LINEARE, MA IL RISULTATO DI UNA COMBINAZIONE DI FATTORI: SVILUPPO TECNOLOGICO, INASPRIMENTO DELLE NORMATIVE, COSTO DELL’ ENERGIA E, PIÙ RECENTEMENTE, LA NECESSITÀ DI RIDURRE LE EMISSIONI CLIMALTERANTI
Redazione TIS
DISTRIBUZIONE VERTICALE Negli anni’ 80 gli impianti di riscaldamento erano ancora progettati principalmente con l’ obiettivo di garantire una sufficiente quantità di calore all’ interno degli ambienti e non sempre c’ era adeguata attenzione alla modulazione o all’ ottimizzazione dei consumi. I sistemi erano robusti, ma forse poco flessibili. Nei contesti condominiali c’ erano
Sistema di scarico fumi per impianti di riscaldamento autonomi negli edifici condominiali( Colcref)
ancora impianti a colonne montanti, caratterizzati da una distribuzione verticale del fluido termovettore. In queste configurazioni ogni colonna serviva più piani e più unità immobiliari. Il calore veniva distribuito in modo sostanzialmente uniforme, indipendentemente dalle reali esigenze dei singoli utenti. Questo poteva comportare squilibri: appartamenti molto“ caldi” e altri meno performanti, con scarse possibilità di intervento diretto. Il concetto di regolazione ambiente era in fase di ulteriore sviluppo, così come quello di contabilizzazione dei consumi. In alcune nuove costruzioni prendeva piede il sistema monotubo, considerato all’ epoca una soluzione moderna grazie alla riduzione delle tubazioni. I radiatori erano disposti in serie lungo un’ unica linea, il fluido termovettore usciva da un radiatore ed entrava in quello successivo. La logica progettuale era semplice ed economicamente vantaggiosa, ma non priva di criticità. Il fluido si raffreddava progressivamente lungo il circuito e il dimensionamento dei corpi scaldanti andava attentamente studiato per mantenere condizioni uniformi tra i terminali. Accanto alle caldaie tradizionali, spesso atmosferiche, con funzionamento on / off e temperature di esercizio elevate( ben oltre i 70 ° C, in linea con l’ uso diffuso dei radiatori) si stavano sviluppando le caldaie a condensazione, anche murali.
Accanto alle caldaie tradizionali( doc. Pensotti) si affermano i generatori a condensazione( v. schema)
Dal monotubo al collettore: perché è cambiata la distribuzione
Il passaggio dai sistemi monotubo e a colonne montanti agli impianti a collettore rappresenta una delle evoluzioni più significative nella distribuzione del calore. Le configurazioni tradizionali rispondevano a logiche di semplicità e contenimento dei costi, ma presentavano limiti evidenti: difficoltà di bilanciamento, scarsa regolazione e prestazioni non uniformi tra i terminali. Con l’ introduzione della distribuzione radiale a collettore, ogni utenza è servita da una linea dedicata, rendendo possibile una gestione indipendente e precisa dei flussi. Questo approccio consente non solo di migliorare il comfort, ma anche di ridurre i consumi grazie a un bilanciamento idraulico più efficace. Inoltre, facilita le operazioni di manutenzione e si integra perfettamente con i sistemi di regolazione evoluti. Non si tratta quindi solo di una diversa configurazione impiantistica, ma di un cambiamento di paradigma: da una distribuzione rigida a una rete flessibile e controllabile.
SI DIFFONDONO REGOLAZIONE E IMPIANTI A ZONE
Una svolta arriva negli anni’ 90 sotto la spinta delle normative sul contenimento dei consumi energetici. In Italia, la legge 10 del 1991 rappresenta un punto di riferimento fondamentale, introducendo criteri più stringenti per la progettazione impiantistica. I sistemi di regolazione si rendono necessari, anzi indispensabili, e gli impianti iniziano a essere suddivisi in zone, ciascuna controllata da un proprio termostato ambiente. Le valvole di zona motorizzate diventano elementi sempre più comuni, consentendo di adattare l’ erogazione del calore alle effettive esigenze degli spazi. Questo passaggio è di rilievo perché introduce una nuova logica: non più un impianto che lavora indistintamente per tutto l’ edificio, ma un sistema capace di modulare il proprio funzionamento in funzione dell’ uso nelle diverse aree. Il comfort migliora, ma soprattutto si inizia a ridurre il consumo energetico. Nel frattempo, anche i generatori evolvono. Si diffondono le caldaie a camera stagna, le caldaie
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