SPORTELLO MAGNETICO PER CASSETTE SANITARIE
VERIFICHE IMPIANTI A GAS
Come deve essere eseguita la prova di tenuta degli impianti a gas esistenti?
La norma UNI 11137 definisce le procedure per verificare l’ idoneità degli impianti a gas combustibile già in esercizio( per uso domestico o similare). L’ obiettivo è accertare che non vi siano fughe di gas che possano compromettere la sicurezza. La prova si basa sulla misurazione della caduta di pressione in un tempo stabilito. Prima di iniziare, è necessario mettere l’ impianto in condizioni di sicurezza intercettandolo( si chiude il rubinetto generale di utenza e si isolano tutti gli apparecchi utilizzatori come caldaie, piani cottura, scaldabagni, ecc. chiudendo i rispettivi rubinetti di intercettazione); e svuotandolo( se l’ impianto è in esercizio, va svuotato dal gas residuo per riportarlo alla pressione atmosferica). In seguito si installa lo strumento di misura( manometro o dispositivo elettronico tarato) in un punto di presa idoneo( solitamente in corrispondenza di un rubinetto o del contatore) prima della fase di pressurizzazione. L’ impianto viene messo in pressione utilizzando aria o gas inerte( azoto). Per gli impianti alimentati a gas naturale( metano), la pressione di prova è solitamente quella di esercizio. Una volta raggiunta la pressione desiderata, si attende un breve periodo di tempo affinché la temperatura e la pressione del fluido si stabilizzino all’ interno delle tubazioni. Infine si passa alla fase di misurazione. La norma prevede due metodologie principali a seconda del volume dell’ impianto e della strumentazione. Con il metodo diretto si procede a misurare il volume di perdita. Si utilizza un dispositivo che misura direttamente la quantità di gas che fuoriesce. Se il valore misurato supera i limiti di tolleranza, l’ impianto non è idoneo. Invece con il metodo indiretto si monitora la diminuzione di pressione nel tempo. Se, trascorso il tempo di prova, la pressione scende oltre la soglia prevista, significa che esiste una dispersione. Al termine della prova si confronta il risultato con i valori ammissibili stabiliti dalla norma, che variano in base al volume geometrico dell’ impianto ed al tipo di gas utilizzato. La tenuta di un impianto è idonea al funzionamento quando la verifica dei requisiti di tenuta presenta un valore di dispersione non maggiore a 1 dm3 / h per il gas naturale o 0,4 dm3 / h per il GPL.
VASI D’ ESPANSIONE
Come si determinare la precarica di un vaso di espansione?
La pressione di precarica del vaso di espansione deve essere calcolata per garantire che, anche nel punto più alto dell’ impianto e a impianto freddo, ci sia una pressione residua positiva( solitamente di almeno 0,2-0,3 bar) per evitare l’ ingresso di aria. Ad esempio, se il vaso è nel seminterrato e un radiatore è posto al 3 ° piano la sola colonna d’ acqua esercita una pressione verso il basso di circa 1 bar. Se la precarica fosse inferiore a 1 bar la membrana del vaso resterebbe“ schiacciata” dalla pressione dell’ acqua già a freddo, annullando la capacità del vaso di accogliere l’ acqua dilatata dal calore. Per tale ragione la pressione di precarica deve essere leggermente superiore alla pressione idrostatica calcolata con la legge di Stevino. Se la membrana del vaso rimane in una posizione neutra a impianto freddo essa risulta pronta a muoversi appena l’ acqua inizia a scaldarsi e ad espandersi. Giusto per completezza, la legge di Stevino è il criterio fisico fondamentale per determinare la pressione di precarica corretta di un vaso di espansione. Senza una corretta precarica, l’ impianto rischia di andare in depressione nei punti alti( aspirando aria) o di non avere abbastanza spazio per l’ espansione dell’ acqua calda( facendo intervenire la valvola di sicurezza).
SPORTELLO MAGNETICO PER CASSETTE SANITARIE
Quando il design trova il suo posto.
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Compatibile con la gamma di cassette“ TUTTO”
Sistema di apertura / chiusura con magneti, semplice e veloce
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