SPECIALE
TIS n. 434 OTTOBRE 2026 I www. infoimpianti. it
SPECIALE
SISTEMI IDROTERMICI
Evoluzione dei sistemi idrotermici dagli anni Ottanta a oggi
COLLETTORI, VALVOLE DI REGOLAZIONE, GRUPPI DI DISTRIBUZIONE, DISPOSITIVI DI BILANCIAMENTO SONO PASSATI DA SEMPLICI COMPONENTI MECCANICI A ELEMENTI INTELLIGENTI, CAPACI DI GARANTIRE EFFICIENZA ENERGETICA, COMFORT E INTEGRAZIONE CON LA MODERNA AUTOMAZIONE DEGLI EDIFICI. L’ EVOLUZIONE DELL’ IMPIANTISTICA ITS È LEGGIBILE PROPRIO ATTRAVERSO QUESTI COMPONENTI, SPESSO POCO VISIBILI MA DETERMINANTI PER LE PRESTAZIONI COMPLESSIVE DELL’ IMPIANTO
Questa vignetta, ripresa da TIS 1986, voleva rappresentare in forma ironica l’ utente alle prese con i sistemi di regolazione evidentemente non particolarmente efficaci
Perché il bilanciamento è diventato indispensabile?
In una rete idronica l’ acqua tende a percorrere il tragitto caratterizzato dalla minore resistenza idraulica. Senza adeguati dispositivi di bilanciamento, i circuiti più vicini alla pompa ricevono portate eccessive mentre quelli più lontani risultano penalizzati. Le valvole di bilanciamento introducono perdite di carico controllate che uniformano
Negli anni Ottanta la maggior parte degli impianti di riscaldamento idronici era caratterizzata da una struttura relativamente semplice. Le centrali termiche erano alimentate prevalentemente da generatori atmosferici o pressurizzati a gasolio e gas, mentre la distribuzione avveniva tramite reti a colonne montanti e / o anelli con radiatori ad alta temperatura. In quel contesto il ruolo dei componenti idraulici era essenzialmente quello di trasportare il fluido termovettore. Collettori e valvole erano concepiti principalmente come elementi di intercettazione e distribuzione, sia pure con alcune funzioni di regolazione. L’ equilibratura idraulica non di rado era affidata all’ esperienza dell’ installatore che effettuava regolazioni, a volte empiriche, durante la messa in servizio. Non era raro riscontrare impianti con radiatori prossimi alla centrale“ surriscaldati” e corpi scaldanti più lontani insufficientemente alimentati. Per compensare queste criticità si interveniva aumentando la prevalenza delle pompe o incrementando la temperatura di mandata o ancora aumentando la superficie di scambio dei radiatori più svantaggiati. In ogni caso, penalizzando l’ efficienza del sistema. Erano già disponibili pompe di circolazione a portata variabile, ma in parte si usavano ancora modelli a velocità fissa. In tale scenario, il bilanciamento idraulico rappresentava più una buona pratica che una precisa esigenza progettuale.
GLI ANNI NOVANTA: DIFFUSIONE DEI COLLETTORI MODULARI
Un importante salto tecnologico si verifica negli anni Novanta con la crescente diffusione degli impianti a zone e dei sistemi radianti. La comparsa di collettori prefabbricati in ottone semplifica enormemente la realizzazione delle reti di distribuzione. Il collettore diventa il punto di raccordo tra centrale e utenze, consentendo una gestione più ordinata e razionale dell’ impianto. Si diffondono i collettori equipaggiati con valvole di intercettazione integrate e predisposizioni per attuatori elettrotermici e diventa così possibile controllare in modo
la distribuzione delle portate e consentono a ciascun terminale di lavorare nelle condizioni previste dal progetto. Un impianto correttamente bilanciato può ridurre significativamente i consumi energetici e migliorare il comfort degli occupanti. indipendente più zone termiche all’ interno dello stesso edificio. Parallelamente si ritorna a parlare di sistemi di riscaldamento a pavimento, che richiedono una distribuzione molto più accurata delle portate. L’ uniformità di temperatura superficiale dipende infatti dalla corretta alimentazione di ciascun circuito. In questo periodo iniziano a diffondersi i misuratori di portata integrati nei collettori, strumenti che consentono agli installatori di effettuare regolazioni più precise rispetto ai metodi tradizionali. La maggiore attenzione alla regolazione è favorita anche dalla crescita dei costi energetici e dall’ entrata in vigore di normative sempre più orientate al contenimento dei consumi.
ARRIVANO LE VALVOLE TERMOSTATICHE
Tra la fine degli anni Novanta e l’ inizio degli anni Duemila si afferma progressivamente l’ impiego delle valvole termostatiche sui radiatori. Il principio è semplice ma efficace: adeguare automaticamente la portata d’ acqua alle effettive esigenze dell’ ambiente. Quando la temperatura ambiente raggiunge il valore impostato, la valvola riduce la portata, limitando il trasferimento di calore. Questa innovazione produce effetti significativi sui consumi ma, allo stesso tempo, introduce una nuova problematica: la variazione continua delle condizioni idrauliche della rete. Con l’ apertura e la chiusura delle valvole termostatiche cambiano infatti le perdite di carico dell’ impianto. Le reti, fino ad allora sostanzialmente statiche, diventano sistemi dinamici che richiedono soluzioni di controllo più sofisticate. Emergono fenomeni quali rumorosità, sovraportate e squilibri tra i vari circuiti. Diventa evidente che non è più sufficiente installare componenti di regolazione locale: occorre controllare l’ intero comportamento idraulico dell’ impianto.
L’ AFFERMAZIONE DEL BILANCIAMENTO IDRAULICO
L’ inizio degli anni Duemila può essere considerato il periodo di consolidamento del bilanciamento idraulico. Si trattava di un
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